Perchè Milano ospita la più importante design week del mondo? Qual è “il bello” del Salone? E del Fuorisalone? Tra segnalazioni di eventi, presentazioni di nuovi prodotti e anteprime, a meno di una settimana dall’inizio della kermesse abbiamo scelto di fermarci ad ascoltare quattro punti di vista al femminile.

SPECIALE MILANO DESIGN WEEK 2015

Architetto e designer, ha vissuto a Venezia, Firenze e Roma per approdare a Milano. Dopo alcune esperienze lavorative presso studi e aziende milanesi, Sawaya & Moroni e Strato tra gli ultimi, ha intrapreso la sua ricerca personale, anche grazie ad un contesto come quello che la citta’ di Milano offre: “La città’ mi sta ripagando dell’investimento che ho fatto. Mi sento Milanese d’adozione.”

Qual è il bello del Salone del Mobile? Vivere e lavorare a Milano nel mio settore ti fa assaporare in pieno quello che poi effettivamente accade durante la fatidica settimana del Salone del Mobile. Gli addetti del settore lavorano tutto l’anno con ben in mente questa scadenza. E’ come se l’anno nuovo con tutti i buoni propositi cominciasse nei giorni post-salone. La mobilitazione di menti, idee, persone e merci che questo evento comporta sono unici. Anche se la qualità delle varie proposte non è sempre all’altezza e se l’organizzazione a volte presenta delle falle, penso che il Salone del Mobile di Milano, sia unico ed irripetibile per l’unione di fattori storici e di circostanze che hanno portato alla sua nascita e che ancora oggi sono il suo punto di forza, per la passione e la dedizione che animano le persone che stanno dietro al prodotto finale. Nonostante il caos, l’apparente disorganizzazione e l’assenza di regole nei rapporti tra i vari attori, il risultato finale è l’emblema del potere di questa citta‘.

Cosa ti aspetti dall’edizione 2015? Spero in una dimostrazione di forza della capacità delle aziende italiane: un successo delle realtà italiane che hanno investito nella creatività’ dei giovani, che hanno creduto nell’uso delle nuove tecnologie o delle tecnologie tradizionali, ma con un occhio di attenzione al saper fare delle maestranze e al potere emozionale dei prodotti. Spero che i giovani siano premiati, sia i giovani designer che i giovani imprenditori. Lavorare in questo paese è molto difficile sia per la macchina burocratica che sta intorno al mondo della produzione che per le difficoltà economiche che il paese sta attraversando, ma è cosi’ bello e stimolante per le mille opportunità che offre a partire dagli incontri con persone capaci e motivate. La passione e la dedizione di molti, dall’imprenditore al falegname, fino al fotografo portano a risultati eccellenti.

 Cristina Celestino sul web | facebook | twitter

valentina dalla costa_cosebelle magazine_00

Si occupa di design a 360°: scrive per Design Diffusion News, Food Design, Casa Vogue, Vogue Bambini e ha curato pubblicazioni di settore edite da Skira. E’ docente NABA e fondatrice di The Unseen, progetto con cui organizza tour non convenzionali a Milano. A breve, verrà pubblicato il suo ultimo libro scritto con lo chef Marcello Ferrarini, edito da Mondadori. Appassionata di cucina, apre le porte di casa a perfetti sconosciuti, organizzando ‘social dinner’ con EatWith.

Qual è il bello del Salone del Mobile? Quando arriva il Salone a Milano, quando mancano pochi giorni alla settimana piu’ intensa, frenetica, meravigliosa dell’anno, mi viene il mal di pancia come quando stavo per arrivare al corso di nuoto da piccola! Una sensazione di agitazione mista a curiosità, a paura, a gioia. In quei giorni, la città che già amo diventa ancora piu’ bella: c’è tutto il mondo qui, in fiera e per le strade della città. A differenza di altre design week nel mondo, al Salone di Milano vengono proprio tutti. E’ l’evento dell’anno, nessuno vuole perderselo, dalle aziende ai designer ai visitatori. Tutti insieme per le strade, all’interno dei distretti, agli opening e la sera: ci si incontra di nuovo, tutti, dopo un anno. E Milano sembra un grande paese dove tutti si salutano e sorridono, come fanno le comari in piazza.

Cosa ti aspetti dall’edizione 2015? Innanzitutto, cosa non mi aspetto: tutta la fuffa accumulata negli anni scorsi. Spero Zona Tortona ritrovi l’identità che ormai, ultimamente, ha dimenticato e perso per strada. Mi aspetto (posso dire purtroppo?) tante rivisitazioni del passato. Mi auguro, invece, di vedere qualcosa di davvero nuovo, fatto non dai soliti dieci che lavorano per le stesse aziende da secoli. Due le cose che più mi incuriosiscono: Designjunction e Tom Dixon alla Casa dell’Opera Nazionale Balilla e il San Gregorio Docet, a mio parere uno dei distretti migliori degli ultimi anni.

Valentina Dalla Costa sul web | twitter

SPECIALE MILANO DESIGN WEEK 2015

Architetto, dal 2013 è co-fondatrice di Italian Stories, la prima piattaforma web che offre ai viaggiatori esperienze di visita e di conoscenza nei laboratori degli artigiani italiani. Ha lavorato alla creazione di concept per la cultura e il design dell’esperienza, sia per il turismo che per progetti espositivi. Si è occupata dello sviluppo e della curatela dei contenuti, della struttura di progetto e della definizione di immagine aziendale. Ha sviluppando attività formative nel campo del design, dello storytelling e della comunicazione culturale e aziendale, soprattutto nel campo dell’artigianato e del turismo.

Qual è il bello del Salone del Mobile? Da anni, dato il tipo di ricerca trasversale tra arte, design e artigianato che conduco e che trovo stimolante per il mio lavoro, mi piace scoprire le novità e le idee più contemporanee che trovo soprattutto nel Fuorisalone. Il primo anno di Zona Ventura, ho trascinato gli amici tra i capannoni dove ancora oggi vado volentieri. Soprattutto mi affascinano i lavori delle scuole, che interfacciano gli strumenti del digitale con quelli tradizionali, e in cui c’è sempre un’ approfondita ricerca anche sull’uso dei materiali; per questo, oltre all’immancabile appuntamento di Milano, nella mia agenda è diventato indispensabile e complementare andare sempre a dare un occhio a cosa succede alla Makerfaire, che per il terzo anno si terrà a Roma. (In programma 16, 17, 18 ottobre 2015, ndr)

Cosa ti aspetti dall’edizione 2015? Al Salone sono curiosa di vedere come i mondi, che lavorano in ambiti paralleli su stessi temi, riusciranno a integrarsi e mescolarsi, ibridandosi a vicenda. Quello che ultimamente mi piace cercare, è la reinterpretazione dei codici comunicativi e estetici tipici dell’artigianato tradizionale, in chiave contemporanea. Sono felice che oggi ci sia una riscoperta di questo preziosissimo materiale iconografico e tecnico sul quale improntare una nuova produzione artigianale, e che questo stimolo arrivi dai giovani che ne hanno riconosciuto l’importanza. In Italia siamo circondati da una straordinaria ricchezza culturale e produttiva in tal ambito, come ho modo di riconoscere ogni giorno grazie a Italian Stories -una mappatura di botteghe e artigiani aperti all’incontro con il visitatore- che nessun Paese ci eguaglia, e di cui ci rendiamo ancora solo parzialmente conto. Un apporto in questo senso abbiamo cercato di darlo con il modulo Artigiani relazionali condotto per il master Relational design, di cui avremo una presentazione proprio durante i giorni del Salone, il 18 Aprile presso ExpoGate. Poi, per una vision accurata e per una lavoro sempre all’altezza, non manco mai una visita al lavoro di Logotel, che questa volta lavora sul tema dei bisogni del futuro e si preannuncia affascinante.

Eleonora Odorizzi sul web | facebook | twitter

SPECIALE MILANO DESIGN WEEK 2015

Giornalista di Repubblica e autrice del blog designlarge-d.blogautore.repubblica.it/. In precedenza, ha collaborato con testate italiane (Interni, GraziaCasa, DonnaModerna, Wired, Flair) e internazionali (Curve, Azure, DamN Magazine). Prima di diventare giornalista ha lavorato per 10 anni a Eindhoven, Olanda, dove si è occupata di comunicazione per un grande studio di progettazione con sedi in tutto il mondo. È autrice del libro: «Stefano Marzano e il caso Philips» (ed. Abitare Segesta). Nel 2014 è stata parte della giuria internazionale del Compasso d’Oro.

Qual è il bello del Salone del Mobile? Non è un caso che il Fuorisalone sia nato in Italia, cioè nell’unico paese in cui la settimana del design è servita – in origine – come corollario culturale e di entertainment di un evento commerciale di grande rilevanza come il Salone del Mobile. Non è facile creare una designweek senza una grande kermesse che abbia un importante valore economico per la città che faccia da leva. Né è facile farlo in una metropoli di dimensioni esagerate, come Londra, dove gli eventi si perdono in un contesto urbano troppo ampio. Un consiglio in questa ottica? Se vi interessa approfondire, durante tutta la settimana del design la piattaforma MilanoDesignCapital.com proporrà un film realizzato da StudioLabo proprio sul Fuorisalone.

Laura Traldi sul web | twitter