Durante l’estate che volge al termine vi sarà sicuramente capitato di vedere in spiaggia qualcuno che si offriva di decorare il corpo con tatuaggi all’henné. I disegni che solitamente vengono offerti in spiaggia sono piuttosto trascurabili, ma sapete già che il tatuaggio all’henné (“Mehndi“) affonda le sue radici in India, in generale in tutto l’Oriente e nell’Africa Mediterranea. In occasione dei riti nuziali vengono decorati mani e piedi della sposa (a volte anche dello sposo) con disegni geometrici meravigliosi, a mano libera o usando degli stencil. I motivi sono di buon auspicio per la sposa e vi è tutto un rituale nella decorazione, a cui partecipano le donne di tutta la famiglia.


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I Mehndi però sono tatuaggi temporanei, noi qui invece prediligiamo l’inchiostro che va sottopelle e lì rimane. Se amate l’estetica dei Mehndi indiani sicuramente vi innamorerete di Guy Le Tattooer, poliedrico artista francese i cui lavori spesso riprendono moltissimo dei tatuaggi nuziali indiani.

Guy Le Tattoer

Lo stile di Guy Le Tattooer è molto particolare: al 99% monocromo, linee nette e definite, geometrie che sembrano filigrana per i tatuaggi che richiamano lo stile indiano. Ma lui non fa solo questo: altri suoi lavori si ispirano al tatuaggio tradizionale e allo stile delle illustrazioni antiche, a volte guardando i suoi tatuaggi sembra di sfogliare un vecchissimo manuale di scienze naturali o un libro di storia della magia. Tutto questo riducendo al minimo le sfumature e i colori. Sembra che Guy Le Tattooer di colore ne conosca soltanto uno, il nero, eppure riesce a farlo sembrare leggero e intricato come un ricamo.

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Qualche tempo fa ha anche fatto un’esposizione piuttosto singolare alla Galerie Gimpel & Muller di Parigi: usando come modello il suo stesso braccio, ha creato svariate copie di un arto artificiale in silicone, che poi ha tatuato e ha esposto nella galleria dentro delle teche di vetro. Il risultato è stata una mostra a metà tra il macabro e il surreale, decisamente interessante.

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Se guardate il suo sito vedrete che spesso lui tatua anche i palmi delle mani. Nel caso vi venisse qualche strana voglia, ecco qualche informazione a riguardo: normalmente è un tipo di tatuaggio sconsigliato per diversi motivi, ma che molte persone comunque si fanno. Anche con la migliore tecnica, in alcune persone l’inchiostro prende al primo colpo, mentre in altre la pelle sembra non accettarlo. Questo è dovuto alla parte superficiale della pelle del palmo delle mani, che è particolarmente callosa e spessa. L’artista deve far arrivare l’inchiostro nella parte sotto di essa, quella più stabile, ma senza andare troppo in profondità perché altrimenti l’inchiostro si espande, oppure viene assorbito e poi rigettato dall’organismo. Andare troppo a fondo renderà il tatuaggio brutto e indefinito, ma andarci troppo leggeri farà sì che l’inchiostro non rimanga a lungo. La superficie interna della mano, quindi palmi e dita, sono anatomicamente parlando le parti più difficili su cui fare un buon tatuaggio. (Fonte: BME.com) Senza contare il fatto che oltre ad essere il posto più difficile tecnicamente, è anche il più doloroso in assoluto per via dell’infinito numero di terminazioni nervose delle mani.