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Nicolai Lilin (Foto: Andrea Chisesi)

Nicolai Lilin è un personaggio misterioso e affascinante. Di origini siberiane, nella sua vita precedente è stato un cecchino in Cecenia durante gli anni più duri del conflitto. Arrivato in Italia da una decina d’anni, nel 2009 pubblica per Einaudi il suo primo romanzo, Educazione Siberiana, in cui racconta la sua infanzia e adolescenza tra coltelli, carceri minorili e iniziazioni alla criminalità in Transnistria.

Il successo è grande, il suo libro diventa “un caso editoriale”, escono uno dopo l’altro il secondo, il terzo, il quarto romanzo. L’ultimo è uscito a novembre 2012 e ci piace particolarmente perché si chiama Storie sulla Pelle e parla di tatuaggi. Perché la vita di Nicolai Lilin (e dei “criminali onesti” di cui parla nei suoi libri) è legata a doppio filo alla tradizione dei tatuaggi.

“Eccoti la prima lezione, piede scalzo: le parole sono il cane che hai a casa, i disegni dei tatuaggi sono il lupo che incontri nel bosco. Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita.”

Quando deciderete di leggere “Storie sulla pelle“, e se vi considerate appassionati di tatuaggi dovreste farlo, dimenticate tutto quello che sapete e pensate di conoscere dei tatuaggi così come li viviamo oggi. Nicolai Lilin vi prende per mano e attraverso i suoi racconti vi mostra un mondo misterioso e sconosciuto in cui il tatuaggio non è ornamento ma storia di una vita, in cui il simbolo inciso sulla pelle non si sceglie ma si accetta un po’ come un dono e un po’ come un fardello; un mondo in cui il tatuatore è maestro, confidente e confessore, sapiente custode di un’antica arte fatta di inchiostro e sangue, simboli e significati.

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Nicolai Lilin, Storie Sulla Pelle (Einaudi)

Racconta tutto così bene perché c’è dentro fino al collo, Nicolai, nei tatuaggi. Prima di scrivere (benissimo, considerando che scrive in italiano, non in traduzione), e prima di sparare, Nicolai disegna e impara a tatuare secondo la tradizione, come insegnano i vecchi maestri, con una bacchetta di legno. Vive in Italia ma non riesce a lasciarsi le tradizioni della sua terra alle spalle, anzi. Oltre a pubblicare i suoi romanzi in cui il confine tra autobiografia e finzione sono molto labili, a Milano apre Kolima, un luogo dedicato all’arte e alla cultura contemporanea in cui ospita mostre, artisti, eventi, workshop e concerti; scrive per varie testate, è stato spesso ospite di programmi televisivi e talk show. Da qualche settimana su Dmax conduce un programma che si chiama Le Regole Del Gioco, parla di storie violente e di confine. A fine mese uscirà il film tratto da Educazione Siberiana (qui il trailer), a cui ha collaborato per la sceneggiatura, diretto da Gabriele Salvatores e con, tra gli altri, John Malkovic. Ma soprattutto, non ha smesso di tatuare.

Storie Sulla Pelle, Nicolai Lilin

Nicolai Lilin, Storie Sulla Pelle (Einaudi)