Finalmente sono riuscita a vedere questa mostra. A Berlino non si fa che parlarne, così sono andata al Hamburger Bahnhof, vecchia stazione dei treni oggi museo di arte contemporanea, per vedere di cosa si trattasse.
Il titolo Soma richiama il nome di una bevanda usata dagli antichi indù per pratiche religiose. Un elisir quasi magico, capace di unire l’uomo al dio. Una droga insomma. La ricetta ovviamente è andata perduta, ma l’artista e botanico Carsten Höller sembra aver trovato il metodo per ottenere di nuovo questo sugo miracoloso: far mangiare Amanitas Muscaris alle renne e poi raccoglierne l’urina. Tralasciando ulteriori approfondimenti sul fatto che questa sia o no la vera bevanda cantata negli antichi scritti sacri vedici – del resto non credo che qualcuno voglia fare la controprova ed assaggiarla – la mostra mette in campo tutti gli elementi necessari a crearla. Ovvero funghi, renne e frigoriferi per conservare il succo magico. Ci si trova così immersi in una natura asettica e recintata, odori animaleschi inclusi. L’atmosfera ha un che di incantante o se vogliamo semplicemente noioso. E a questo proposito mi torna in mente l’altra Soma, la droga del libro Brave New World di Aldous Huxley, una specie di anestetizzante contro il mal di vivere. Un po’ e questa la sensazione che provo entrando, starei lì per ore a guardarmi intorno senza ben sapere cosa guardo, semplicemente ipnotizzata da quello che mi circonda. Per quanti non riuscissero proprio a staccarsi dal posto, è possibile pernottare lì. Già, proprio dentro al museo, in mezzo alle renne, su una specie di tonda piattaforma futuristica su cui è stato installato un grande letto. Se avete 1.000 euro da spendere è sicuramente un’esperienza unica.

La mostra presso il museo Hamburger Bahnhof di Berlino è aperta fino al 6 Febbraio 2011.

Soma in Berlin
Reservation for the night in the museum
Hamburger Bahnhof