Chi dice primavera dice germoglio.

Chi dice germoglio dice pianta, ma io dirò solo erba aromatica. L’uso sapiente del loro profumo dà il tocco finale alle pietanze più semplici: non capiremo l’importanza del basilico in un piatto di spaghetti al pomodoro finché non avremo affondato il naso in un mazzetto fresco, per poi tritarlo sulla pietanza calda, inebriati dal suo aroma.

Il mondo delle erbe aromatiche è estremamente più ampio di quanto possiamo immaginare, lo stesso basilico si presenta in svariate tipologie.

Da pochi anni a questa parte il panorama degli aromi ha sfondato i confini delle cucine ed è approdato in profumerie chic. Non dimenticherò mai una delle mie prime esperienze con questi melting pot olfattivi: ero a Berlino quando sotto il mio naso apparve un’italianissimo flacone: Tirrenico, di Profumi del Forte. Le note marine di effondono dalla pelle per poi lasciare un cocktail di arancia amara di Sicilia e bergamotto, addolcito da gelsomino egiziano, olio di Elemi delle Filippine e basilico. Un fondo di legno di sandalo e muschio bianco emergono dopo circa un’ora e persistono a lungo.

Hindu Grass regala un’esperienza molto simile: la sensazione del mattino primaverili dopo una notte piovosa: la finestra che si apre su una distesa d’erba fresca, appena tagliata. Nasomatto ha magistralmente interpretato questa freschezza aprendosi con note erbose e aromatiche, che lasciano un cuore di tabacco e una scia finale di patchouli. Una mattina che  lascia intuire un proseguimento intenso e meditativo…

Fino alla sera, dove Métaboles, di Y’s Uzac prende il suo posto. L’aroma fresco e pungente dei rami di pomodoro verde, di liquirizia e menta svelano un’anima calda di ambra, benzoino, vaniglia…

E dopo la serata espressionista… Bonne nuit mon chér 🙂