Milano si tinge di verde con lo Smart Urban Stage.

In città sempre più tinte di grigio, meglio puntare ad un colore acceso, come il verde. Non deve essere un caso se quest’anno pure nella moda i toni forti sono il dettaglio che fa la differenza. Forse è anche per questo che lo Smart Urban Stage sbarca nelle città, nei parcheggi, nelle zone che di solito si vedono soltanto come un punto a cui non prestare troppa attenzione. Ci sbarca per colorarli di verde. Dopo aver toccato le maggiori città europee come Madrid, Parigi, Amsterdam e Roma, questa volta tocca a Milano.

Una mostra, lo Smart Urban Stage, che cerca di presentare i progetti più visionari sul tema del futuro e della mobilità nelle città. Una mostra che è anche contest. I progetti più originali sono stati premiati e concorrono per la finale internazionale. Progetti più o meno semplici, più o meno immediati, ma con un denominatore comune: mettere nella vita quotidiana delle persone il senso di comunità e di coscienza ecologica. Transenne che diventano panchine, erogatori di acqua potabile per gli spazi pubblici, una caldaia che non inquina, mettere a disposizione di un ipotetico altro ciò che non ci serve più. Roba seria, idee brillanti.

Collaterale ma non troppo, la presentazione della nuova Smart a motore ecologico, per togliere la convinzione diffusa che ecologia voglia dire soltanto sobrietà e gambe ben allenate. Un’alternativa, una visione nuova e diversa per il futuro delle nostre città.

Sarà per questo che anche il blog tea time talk titolava proprio così. The Future of the city. Costantino della Gherardesca a moderare una chiacchierata sciolta, interessante, che non ha purtroppo la forza di dare soluzioni ma che mostra benissimo quello che ognuno teme e vuole fare ogni giorno per migliorare la città in cui vive. Città deserte e silenziose, palazzine dormitorio-laboratorio-refettorio, traffico frenetico. Tutto questo pare essere il grande mostro a più teste delineato da bloggers, giornalisti, architetti e designers ospiti dell’evento. Stimolatrice d’eccezione del talk, Eleonora Fiorani, la curatrice dell’esposizione. Nel frattempo, tredici giorni di eventi e party ad hoc per far conoscere il progetto e per sensibilizzare un pubblico il più possibile ampio al concetto di condivisione e di ecologia. Alla fine anche gli adulti sono come i bambini, imparano divertendosi.

Photo by Carlo Beccalli.

Courtesy of Phlegmatics