Dove andiamo in pausa pranzo?

Il galateo a tavola non è mai stato il mio forte: i miei coinquilini, ad esempio, non hanno mai sopportato il mio masticare sguaiato, che non sfigurerebbe in un’area di sosta in mezzo ai camionisti che addentano Camogli. In più, non ho mai capito dove si mettono i gomiti, perché per le signorine non è consigliabile partecipare alle gare di rutti, e soprattutto qual è il senso di sistemarsi il tovagliolo sulle gambe quando già ci pensano i pantaloni a raccogliere le briciole.

Sarà per questo che adoro i ragazzi che parlano con la bocca piena di “Dove andiamo in pausa pranzo?”, blog che recensisce con invidiabile senso dell’humor e un’ottima scrittura ristoranti, fast food e bettole in cui gli autori si trovano di giorno in giorno a passare l’ora d’aria tra la mattina e il pomeriggio lavorativi.

Quando gli ho chiesto come è nato il sito, questo è quello che mi hanno risposto:

“Direi che è stata una specie di sfogo dopo l’ennesimo pranzo pessimo e costoso, in uno dei locali qui attorno. Ci piace soffrire, e ci piace sperimentare posti. Un po’ perché amiamo mangiare, un po’ perché pensiamo che la pausa pranzo sia qualcosa di sacro all’interno della giornata lavorativa. Quando viene sacrificata con un panino al pc l’esistenza non ha lo stesso sapore.

Ci piaceva l’idea di dare recensioni ben scritte. E poi di offrire un servizio a chi vuole leggerci.

Per ora siamo ancora giovani, ma ci piacerebbe che il blog diventasse corale, che chi ama la bella scrittura e la cucina (buona o cattiva), iniziasse a scriverci dalle pause pranzo di tutta Milano. Insomma, una tavolata di persone felici e incazzate allo stesso tempo, consapevoli che una pausa pranzo a Milano che sia onesta e buona allo stesso tempo è quasi impossibile da trovare. Ma appunto, quasi”.

Buona lettura e, soprattutto, buon appettito.