“Non invitare le ragazze a vedere la tua collezione di farfalle, non capirebbero.”

Lo so, è estate, poche storie con il ghiaccio, i vulcani, la tristezza, la bruma, le pecore e le pippe strumentali da venticinque minuti… il pubblico sovrano vuole solo granite, sandaletti, ukulele, occhiali colorati e canzoni da Autosole da sventagliare sulla via della riviera.

Ma che ci importa. I Sigur Rós ci mancavano, ci mancano anche quando si assentano per cinque minuti e qui erano quattro anni che s’aspettava.

Sono tornati, e come un vecchio amico che torna a trovarti dopo tanto tempo, non si sono presentati a mani vuote. Hanno portato qualcosa di più di un semplice (semplice?) album.

The Valtari mystery film experiment.

Per accompagnare l’uscita di Valtari la band ha deciso di assegnare un compito speciale a una dozzina di registi e videomaker, assegnando a ciascuno di loro una traccia del disco e chiedendo di pensare e realizzare qualunque cosa venisse loro in mente ascoltandola, in totale libertà creativa. Nelle loro parole: “we never meant our music to come with a pre-programmed emotional response. we don’t want to tell anyone how to feel and what to take from it. with the films, we have literally no idea what the directors are going to come back with. none of them know what the others are doing, so hopefully it could be interesting.”

Quattordici video pubblicati nel corso di sei mesi, da maggio a novembre. Quattro sono già fuori.

Uno di questi, Fjögur Píanó, ha già mandato mezzo mondo in brodo di giuggiole: diretto da Alma Har’el, interpretato da Shia LaBeouf, nudo e sgambettante, è poesia pura. Otto minuti di cuore in mano e sospiri, accompagnati da una traccia di piano strumentale che, non serve dirlo, è meravigliosa.

In ultimo, un’opportunità: i Sigur Rós hanno deciso di mettere una delle tracce a disposizione di chiunque voglia realizzare un video per loro, con la possibilità che questo venga scelto e prenda posto ufficialmente in mezzo alle creazioni degli altri artisti e registi che hanno lavorato al progetto. I lavori potranno essere inviati sino al 10 settembre. E non si sa mai, magari una carrellata della spiaggia di Ostia è tutto quello che serve…