Sexus_Cosebelle 0

Per quindici lunghi anni questo libro non ha visto la luce. O meglio gli è stato concesso di prendere aria un istante solo per tornare poi nell’oscurità di un retro bottega polveroso. Lui avrebbe preferito finire sotto o un letto, al massimo in un bagno pubblico o in una casa d’appuntamenti perchè sono quelli i luoghi in cui succede tutto. E invece la censura l’ha privato per quindici anni di quel piacere.

Poi un giorno, la rivoluzione sessuale ha spazzato la polvere dalle spalle dei bigotti e Sexus di Henry Miller ha invaso i salotti, le stazioni e forse pure le camere da letto. Da un titolo del genere non si scappa, sappiamo tutti – perchè si giudica sempre dalla copertina – che cosa racchiude all’interno. Sexus è una pietra miliare nel viaggio di sex-consciousness di Miller. E di sesso si parla parecchio, e non sembra dalla dovizia di dettagli che l’autore corrisponda allo stereotipo di quel detto che accusa: “Chi ne parla tanto, lo fa poco”.

Eppure non è pornografia quella di Miller, al massimo filosofia, ovvero una pornografia del pensiero. Di pari passo Henry fruga il corpo mentre procede con un’approfondita indagine della mente umana, della morale, della storia, della letteratura. Una mistica del corpo che approda infine all’anima e non c’è colpa in questo, ma la vita stessa che arde le membra e scuote il pensiero.

La vita ha i fianchi generosi, il seno florido di Mara, Mona, June, tre donne in una, da piccola prostituta mezzatacca a moglie appassionata a fedele catalizzatrice di distruzione. E allora l’amore? Dov’è l’amore che tanto agognamo? L’amore è quella droga potentissima e infedele, l’amore è un veleno che contamina prima la carne e poi la mente, quella macchina infernale che ci conduce sull’orlo del precipizio in un rapimento estatico dei sensi.

L’amore è pazzia, il sesso un temporaneo unguento miracoloso. Fino alla prossima volta.