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Nella tragica aria di fine Settembre, quando manca ancora un anno alle vacanze, che male può fare un film italiano con Pierfrancesco Favino? Sì, non è che si parta molto bene, perchè Mimmo è un muratore in una Roma deserta e ostile come quella reale, vessato dai più forti, costretto a pagare il debito della riconoscenza nel peggiore dei modi. Perchè quando tuo padre è morto e uno zio strozzino ti toglie dalla strada, non c’è tanto tempo per fare i sottili, tu dici “Grazie” e “Sissignore” pure quando si tratta di spaccare la faccia a uno che manco conosci.

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Non c’è nemmeno uno spiraglio in cui insinuare la tanto rinomata pietà, la pietas cristiana, belle parole, le chiese sono chiuse e bisogna pure arrivare a pagare quel buco di casa in cui dormi dentro un alveare di periferia che pare tanto un carcere. Lo zio è Ninetto Davoli, che cogli anni è diventato quasi un bel signore, e il nipote, il figlio prediletto, quello vero, un insopportabile Adriano Giannini coi capelli leccati e la voglia vigliacca di picchiare le donne.

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In un mondo così, molto simile a quello reale, dove la scelta è un lusso e non c’è via di scampo, che importa qual è davvero il proprio stramaledettissimo desiderio? Se anche fosse niente di che, una vita tranquilla, un lavoro onesto, senza dover piegare la testa, senza frantumarsi le ossa sugli zigomi dei poveracci, tutto qui, arrivare a casa la sera, farsi una doccia e dormire. Non esiste nemmeno il concetto di velleità, di ambizione, in un posto così.

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L’ambizione, cercare una vita migliore, è questo il peccato di Mimmo. Perché non sempre chi sta nel giusto è ricompensato, chi si impegna vede i propri risultati riconosciuti, chi si innamora si salva. In un mondo senza pietà accade non di rado che siano i più deboli a soccombere, chi ha il senso dell’onore e non si piega, e il principe che salva la ragazza non abbia il tempo nemmeno di un ultimo bacio.

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E tutto questo un buon regista come Michele Alhaique lo sa, e te lo sbatte in faccia senza troppi giri di parole, così, a bruciapelo, senza nessuna pietà.