posson bastare (e vanno bene anche per un buon titolo, comunque).

Guardate che scrivere un racconto in sei parole non è mica facile come sembra.

Io ad esempio volevo fare la spiritosa e scrivere un post in sei parole, ma poi mi son venute duemila paranoie che sembrasse che non avevo voglia di scriverlo, quindi ho ripiegato sul titolo, che va bene, così è troppo facile, e magari mi sarebbe venuto di sei parole comunque, però almeno apprezzate il pensiero.

In ogni caso, se cercate buone storie super concentrate (a me questi racconti brevissimi fanno pensare tipo a una storia liofilizzata, come una bustina con poche lettere in cui puoi versare la tua fantasia e i tuoi ricordi, e allora le parole si gonfiano ed espandono fino a diventare un libro intero che parla di te) potete farvi un bel giro su Six Word Story Every Day.

Il progetto, iniziato nel 2010 dalla designer Anne Ulku e dallo scrittore Van Horgen, esplora il mondo della scrittura e quello della tipografia, raccogliendo storie brevissime raccontate per immagini. Tutti possono inviare le loro creazioni e magari vedere alla fine pubblicato il proprio lavoro sul sito.

L’idea per il progetto è stata ispirata nientemeno che da Hemingway, che il suo meraviglioso pezzo da sei parole l’aveva già scritto, definendolo persino la sua opera migliore: “For sale: baby shoes, never worn” (vendesi scarpe per bambino, mai usate).

Dal quale si deduce che Hemingway, quel giorno, non doveva scrivere un post per Cosebelle.