Per una rappresentazione sessuale consapevole.

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Se il titolo di un libro è Seghe, o siamo nel reparto bricolage, o dobbiamo prepararci a qualcosa di totalmente diverso.

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A noi di Cosebelle il fai-da-te piace molto, certo, ma non aspettatevi di ricevere ora consigli su quale attrezzo usare per costruire una mensola. Va da sé, dunque, che il nostro caso è il secondo.
Perché Seghe, oggi, vuol dire quella cosa lì, quella che avete pensato già dall’inizio, e l’argomento, inutile girarci intorno, è il sesso.

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Se state pensando ad un libro pornografico, però, siete fuori strada. Anzi, proprio questo è lo scopo del progetto: esplorare l’eros e la sua storia nell’editoria liberandoci di quei pregiudizi e quelle immagini volgari che subito saltano alla mente. “Com’era stato rappresentato il sesso fino ad oggi? Perché se si rapportano editoria e sesso si fatica ad andare oltre al concetto dell’erotico e del pornografico?” si chiedono infatti gli autori, Andrea Canducci e Massimiliano Pace. Ecco allora due pubblicazioni, un libro ed un magazine, dedicati alla rappresentazione sessuale da un punto di vista storiografico ed editoriale.

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Nelle pubblicazioni, tesi di laurea all’ISIA di Urbino, ecco allora apparire immagini, articoli e fotografie di diverse epoche, alla ricerca di nuovi punti di vista e di una visione più ampia su quella che è, ed è stata nei diversi anni, la rappresentazione sessuale esplicita, al netto dei moralismi e delle mercificazioni troppo spesso legate alla sfera dell’eros.

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Molto interessante anche la struttura del magazine: le pagine, slegate, permettono al lettore di accostare liberamente le immagini, dando la propria interpretazione e facendo della libertà (concettuale e gestuale) il vero e proprio filo conduttore della pubblicazione.

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“Questo progetto”, scrive Massimiliano Pace, “vuole suggerire eterogenei percorsi di lettura svincolati dal legame tra significato e parola. Un libero accostamento che associa dunque per affinità o per contrasto periodi storici, tecniche di stampa e linguaggi differenti, allo scopo di restituire una rappresentazione neutra e priva di giudizi sulla sessualità”. E aggiunge: “La libertà compositiva delle pagine prive di rilegatura, permette di ripensare la sequenza degli abbinamenti creando molteplici livelli di significato e restituendo così a ognuno la possibilità di leggere l’argomento attraverso nuovi punti di vista. Punti di vista che emancipano il sesso da stereotipi e gerarchie, con l’intento di generare consapevolezza”.

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