Ci sono famiglie che si tramandano qualcosa per intere generazioni: ricette segrete, tratti del viso, effetti personali, oggetti, attraversano gli anni immutati come un filo rosso, e costruiscono la propria piccola storia. Ed esattamente allo stesso modo, la famiglia dei Brueghel tramandò la sua piccola storia di padre in figlio, dal Vecchio al Giovane: un modo inconfondibile di guardare al mondo, che sembra volerlo abbracciare e comprendere tutto. E che per ben quattro generazioni impose alla pittura fiamminga il proprio riconoscibile tratto.

BRUEGHEL PALAZZO ALBERGATI

Dal 2 ottobre fino al 28 febbraio 2016, a Bologna va in scena lo spettacolo panoramico della Natura e del Brusio della Vita Umana visti attraverso gli occhi della dinastia dei Brueghel. Nelle stanze di Palazzo Albergati.

Accade, nei tantissimi dipinti dei Brueghel, una cosa nuova e importante: per la prima volta la dignità artistica viene data nientemeno che all’immagine dei contadini,  i protagonisti inconsapevoli di messe in scena corali che divengono uno spaccato prezioso sulle varietà umane. La vita scorre nei campi, più vicina ai ritmi del mondo e della natura, e gli uomini la attraversano ignari del grande mistero che governa l’esistenza, presi come sono dalla danza delle stagioni, dal lavoro, e dai rari giorni di festa. E ci sembra di poterci immergere con lo sguardo fin nel più piccolo dei dettagli, zoomare in avanti fino a vedere i singoli fili d’erba, sempre stando attenti a non cadere nella scena che stavamo osservando.

BRUEGHEL PALAZZO ALBERGATI BRUEGHEL PALAZZO ALBERGATI

Questa è una mostra ambiziosa, che vuole presentare al pubblico l’opera di un’intera dinastia, con quattro generazioni di Brueghel a confronto. Opere di membri della famiglia temporalmente lontani tra loro, qui sono giustapposte sulle pareti; la cosa sorprendente è riuscire a riconoscere una cifra stilistica, un di marchio di fabbrica evidente tramandato da una generazione all’altra. Più di 100 le opere in mostra, tra cui diverse per la prima volta in Italia, che occupano i due piani del Palazzo di Via Saragozza. Come ogni mostra ospitata in un palazzo d’epoca, anche qui l’allestimento dialoga/fa i conti con la suddivisione in stanze di un antico palazzo signorile, con soffitti alti, grossi specchi e caminetti.

BRUEGHEL PALAZZO ALBERGATI

BRUEGHEL PALAZZO ALBERGATI

Nell’allestimento è palese l’orientamento all’interattività: il percorso è disseminato di richiami e stimoli per i visitatori, alcuni di approfondimento, altri marcatamente ludici

Come anche per la mostra dedicata a Escher, che ha chiuso lo scorso luglio, anche questa volta si opta per un orientamento all’interattività. Una intuizione che sembra aver dato i suoi frutti tanto da essere riproposta: il percorso infatti è disseminato di richiami e stimoli per i visitatori. Ad approfondimenti su curiosità storico-artistiche, se ne aggiungono altri più palesemente giocosi, a fare da intermezzo. E non mancano neanche questa volta le occasioni per fotografie buffe, che strizzano l’occhio alla condivisione social.

Ma che decidiate di indulgere o meno in questi piacevoli diversivi, non perdetevi l’ultima sala in fondo al primo piano, in cui è allestita una video proiezione di particolari in movimento di un celebre dipinto di Pieter Brueghel il giovane, Danza nuziale al’aperto (1610). Questi enormi pannelli riproducono dettagli del quadro e sembrano muoversi lentamente avanti e indietro, prendendo vita sotto i nostri occhi. Sindrome di Stendhal praticamente dietro l’angolo!

BRUEGHEL PALAZZO ALBERGATI

Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga | a cura di Sergio Gaddi e Andrea Wandschneider
Dove&Quando: Bologna, Palazzo Albergati | dal 2 ottobre 2015 al 28 febbraio 2016