Romeo + Giulietta.


Juliet when we made love you used to cry / You said I love you like the stars above I’ll love you till I die / There’s a place for us you know the movie song / When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet ?

Questo lo cantavano i Dire Straits. Scrivere di Romeo e Giulietta può sembrare una bestemmia, ma in fatto d’amore è inevitabile. L’ultimo verso riportato recita “quando capirai che fu solo il momento ad essere sbagliato?”, ma a mio avviso nulla è più insensato. Il vostro momento era quello giusto, altrimenti non sareste stati Romeo e Giulietta, ma una coppia con i problemi e gli scleri che hanno tutti. Non avreste simboleggiato l’amore eterno. Quello non esiste. Forse. Voi ve ne siete andati giusto in tempo per darci l’illusione che invece sia possibile. Ci avete fregato miei cari.

Immaginatevi Romeo e Giulietta dopo dieci anni di matrimonio. Secondo voi lui farebbe ancora quelle sceneggiate sotto al balcone o sarebbe seduto comodamente su un divano a russare dicendo che ha avuto una giornata faticosa? E lei, si ucciderebbe per lui o ucciderebbe lui dopo che per l’ennesima volta si è addormentato non permettendole di guardare in pace il suo film, dimenticandosi pure di buttare la spazzatura? Facciamo gli onesti…

Con Romeo e Giulietta ho un rapporto controverso. Se da una parte ho riletto l’opera shakespeariana almeno tre volte e ho visto il film di Luhrmann una trentina (me ne voglia Zeffirelli, ma sono fissata con quel cavolo di montaggio clippato all’inizio di Romeo+Giulietta. Problema: una volta che inserisco – udite udite – il VHS, poi ci rimango inchiodata e me lo guardo tutto da capo), dall’altro rimango sempre un po’ basita per i motivi sopra spiegati. Il film con Di Caprio uscì che avevo 14 anni e gli ormoni facilmente impressionabili da quel bonazzo in camicia hawaiana che dichiarava amore eterno con tale trasporto alla sua amata. Chi non avrebbe voluto essere lei? La scena della piscina è di una sensualità tale, che più di una volta pensai di trascinare il fidanzatino estivo alla piscina comunale all’aperto di notte per vedere se riusciva a far meglio di Di Caprio. Mi bastava guardare la sua faccia in piena esplosione puberale per lasciar perdere…

La vita è come quella faccia. Smetti di sognare e vieni riportato di botto alla realtà. Non sono una scettica pessimista, ma penso che opere come Romeo e Giulietta, alimentate anche dalla loro trasposizione cinematografica in cui i protagonisti sono interpretati da due “belli e impossibili”, creino false aspettative nella vita reale. Con questo, amo e continuerò ad amare la tragedia di Shakespeare, una delle mie preferite di sempre: è una cuccia confortevole in cui andarsi a rintanare, una pausa per sognare e lasciarsi trasportare in un flusso di sentimenti che conosceremo, ma solo per una parte delle nostre storie d’amore con tale intensità. Non è una storia d’amore nella sua definizione più totale, ma solo l’inizio della medesima (i fatti si svolgono nel giro di qualche giorno appena). Non illudiamoci. Se dai libri e dai film si può imparare tantissimo sull’amore e sui rapporti di coppia, è anche vero che però bisogna avere l’obiettività di prenderne le giuste distanze, altrimenti il giochino psicologico che viene innescato nella vita di tutti i giorni, diventa un po’ pericoloso.

Shakespeare si starà rivoltando nella tomba?