Quasi Amici

Devo confessarlo… E’ un periodaccio, di quelli in cui mi programmo sull’agenda quando lavarmi i capelli. Vi è mai capitato? Nell’attesa di trovare del tempo per andare a vedere “Chronicle” e “Men In Black 3“, ho pensato di recuperare una pellicola vista un mesetto fa di cui mi sono accorta non aver scritto mai nulla nelle precedenti puntate di questa rubrica settimanale: “Quasi Amici”, il caso dei casi di questo “inverno in sala” e non senza motivo.

Driss ha una vita tutt’altro che facile, divisa tra una ricerca di sussidi nei lassi continui di fuori-dentro dal carcere e i problemi con la sua famiglia. La sua vita ha un risvolto inaspettato quando il ricco paraplegico Philippe lo assume come suo aiutante personale. Driss non si priva della sua personalità esuberante e coinvolgente, del suo linguaggio colorito e senza filtri, trovandosi di fronte alle debolezze di un uomo schiacciato dalla malattia. Ma è proprio questo che Philippe vuole: qualcuno che non abbia paura e lo tratti con una normalità che da troppo tempo non si ricorda più cosa sia. Driss diventerà così l’elemento di disturbo di una vita borghese piena di pregiudizi e restrizioni, ma anche il miglior amico che Philippe abbia mai avuto.

“Quasi Amici” è uno dei film più divertenti che abbia visto nell’ultimo anno. E’ un film vero, che racconta problematiche che spesso si ha paura di trattare con la stessa spavalda ironia che caratterizza il suo protagonista. Se da una parte la malattia è esorcizzata dai toni della commedia romantica (che sfiora a tratti la soap), dall’altra parte i registi Olivier Nakache e Eric Toledano mettono in scena uno spaccato della Francia contemporanea, con le sue due estremità sociali: la vecchia e radicata società bianca borghese e la prima generazione di figli dell’immigrazione che si trovano a fronteggiare mille disagi sia economici sia sociali. La favola e il realismo vengono sapientemente dosate e la storia finisce per non eccedere in nessuna delle due parti.

Se ne avete sentito parlare talmente tanto che non ci siete andati di proposito per la paura che fosse il classico caso che poi delude le aspettative, ripensateci: è uno di quei pochi esempi in cui accadrà che lo troverete meglio di quello vi avevano detto. Un film che non ha un particolare estro registico, ma una storia forte, splendidamente sceneggiata e interpretata. “Quasi Amici” vi porterà alle lacrime, sia per la sua vena più comica sia per quella drammatica. Da vedere.