Il film l’abbiamo visto all’edizione dello scorso anno della Biennale del Cinema di Venezia. Per quanto mi riguarda, era uno dei titoli più attesi, dopo l’amore assoluto che mi ha unito a “Persepolis”, primo film della Satrapi. “Pollo alle Prugne” è il primo lavoro in girato (non animazione) dell’autrice, una pellicola profonda e complessa, che affronta con il sorriso e il linguaggio delle favole, temi complessi come la solitudine e la morte.

1958, Tehran. Nasser Ali è un incredibile violinista, costretto al silenzio per un incidente: la moglie gli ha rotto, per fargli un torto, il suo storico strumento. Nella vana speranza di trovare un violino identico al suo, si spinge in botteghe d’artigiani e in città lontane. Non riuscendo nella sostituzione, decide di lasciarsi morire. Mentre moglie e figli rimangono attoniti verso la decisione dell’uomo, Nasser comincia a ripercorrere con la mente la sua vita ed un amore mai dimenticato.

Marjane Satrapi, ancora una volta in coppia con Vincent Paronnaud, ci riporta nella sua amata Teheran per raccontarci una storia di amori perduti e ritrovati. Ci sono quelli certi per la famiglia e quelli da cui il cuore non riesce a guarire. C’è la passione a cui hai dedicato tutta la vita (il violino), senza cui credi non possa valere la pena andare avanti, dimenticandoti di tutto il resto. Con atmosfere di un immaginario fiabesco, ci conduce ancora verso tematiche quali l’esilio e l’inaccettabilità della lontananza (come era stato in “Persepolis”). Nasser combatte la sua solitudine cercando conforto nei suoi pensieri, finché non è l’immaginazione stessa a prendere il sopravvento, riportandolo a luoghi e tempi passati.

Un film romantico e drammatico, delicato e poetico. Marjane Satrapi è stata ancora una volta bravissima a trasportare sul grande schermo una sua graphic novel; non dimentica del suo linguaggio animato, lo trasporta anche nella fiction di girato, tingendolo di tinte fotografiche che si avvicinano all’acquerello. Da vedere al cinema se riuscite perché, a tratti, toglie il respiro.