Tomboy

Tomboy lo vidi ormai un po’ di tempo fa ed è stato nella mia Top 10 del 2011. Nonostante questo mi sono accorta di non averlo mai recensito. E’ arrivato dunque il momento di recuperarlo, sia per me sia per voi se non lo avete mai visto.

Laure è una bambina di dieci anni che con la famiglia – i genitori e la sorellina Jeanne – cambia casa durante il periodo delle vacanze estive. Mentre la mamma si rilassa durante il breve periodo che la separa dal parto del terzo figlio e il padre lavora, Laure fa la conoscenza dei nuovi coetanei che popolano il palazzo in cui si è trasferita, una su tutte Lisa. Approfittando del nuovo ambiente e dell’assenza dei genitori, Laure deciderà di fingersi un maschio. Mentre Lisa si innamorerà del nuovo arrivato, con cui scambierà anche qualche bacio infantile, la verità rischierà di venire a galla, soprattutto con l’avvicinarsi del ritorno a scuola.

La regista Céline Sciamma si diletta in una storia molto semplice, scandita da ritmi lenti, ma funzionali a raccontare la crescita del dramma che inevitabilmente si consumerà sotto gli occhi dello spettatore. Entra nel vivo di un universo, che è quello dell’infanzia, colta proprio durante il graduale passaggio verso l’adolescenza, che porta con sé una consapevolezza sessuale. Laure si finge maschio, ma lo fa con l’innocenza della bambina che ancora non capisce quello che le sta accadendo, senza preoccupazione e cercando di aderire a tutti quei canoni che ritiene siano necessari perché la trasformazione riesca. Il rapporto della bambina con i genitori entra inevitabilmente in gioco, ma non è nulla di determinante nella decisione che prende Laure: il padre è assente a causa del suo lavoro, ma è affettuoso e un amico per lei quando c’è; la mamma è distratta, ma diventa solo un escamotage perché lei si senta libera di esprimersi come meglio crede non vista. Il rapporto con la sorella minore è di reciproca amicizia, difesa e comprensione. La regista costruisce una storia profonda che va oltre alla semplice idea del travestimento fanciullesco, finendo per aprire una riflessione che lo spettatore a posteriori non può evitare di fare.

Tomboy è un film delicato e inaspettato, che vi lascerà domande su quello che sarà della bambina nel suo prossimo futuro, se è stato solo un gioco da cui poi non è riuscita più ad uscirne o se andrà oltre quell’estate. Zoé Héran è perfetta nel personaggio di Laure, a cui regala un carico di tenerezza e sfrontatezza naturali.