I GIORNI DELLA VENDEMMIA

A volte penso di vendere aria fritta, altre invece che sulla mia testa penda una grande responsabilità. Il termine critico mi ha sempre fatto un po’ indispettire, nei confronti soprattutto di chi il mestiere vero lo fa e diciamocelo, la maggior parte di chi scrive, comoda sulla sua poltrona, non si immagina davvero tutto quello che ci sta dietro. Davanti a ogni progetto artistico, invece, si schiera uno stuolo di scribacchini intento ad esaminare e trovare la pecca. I critici (non so se devo farmi un mea culpa, ma non mi sono mai ritenuta tale) sono insomma una serie di privilegiati chiamati a dire la loro. Certo, con preparazione; certo, con cognizione di causa, cultura, capacità di giudizio; certo, con responsabilità. Perché parlo di responsabilità? Perché a mio avviso “il critico” non ha solo il ruolo di giudicare, ma anche di scoprire, muovere il mercato cinematografico. Se tutti analizzeranno solo il film de “I Soliti Idioti”, per dirne uno, quel mercato imploderà, diremo che tutto quello che esce dal nostro paese è merda. Il “critico” deve avere il buon cuore anche di sbattersi per portare il buon cinema all’attenzione di tutti, perché di quello che è già sotto gli occhi di tutti, ne sentiamo parlare già fin troppo e ce ne frega poco.

Ok, ogni tanto lo sfogo mi piace. Lo scorso weekend, in concomitanza con le proiezioni avvenute a Bologna, Modena e Reggio Emilia, mi sono guardata il film di Marco Righi (classe 1983) “I Giorni della Vendemmia”. Una storia semplice, lineare, pulita, ma profondamente italiana. Non so per quale motivo la mia mente l’abbia associato in battuta a “L’Estate di Giacomo” di Alessandro Comodin (classe 1982), visto quest’estate a Locarno dove ha vinto il primo premio nella sezione Cineasti del Presente. La storia ovviamente è totalmente diversa, ma il ritorno ai campi e il racconto di una amore estivo, sono il filo conduttore che attraversano le due pellicole. Lo spazio e il tempo che viene lasciato alla narrazione, ai sentimenti e ai silenzi, il punto di forza di queste piccole storie che hanno un’orma di vissuto.

1984. Elia, un ragazzo poco più che maggiorenne, vive con i genitori nelle campagne emiliane. La mamma è una fervente cattolica, mentre il padre è incline al comunismo di stampo marxista. Con loro vive anche l’anziana nonna. Siamo sul finire di un’afosa estate, a settembre, ed è arrivato il momento di raccogliere l’uva. Ad aiutare la famiglia arriva la bella e spocchiosa Emilia, ai cui piedi cascherà subito Elia. Ma il ritorno del primogenito di famiglia da Londra, dove si arrabatta facendo il critico musicale, sconvolgerà gli equilibri famigliari.

“I Giorni della Vendemmia” è un film delicato e dedicato ad un territorio che si vede essere parte fondamentale della vita del regista, che riprende in uno dei momenti in cui il suo essere di continuo incrocio tra una tradizione cattolica e una politica socialista si fa più sentire. Non so se e quando potrete vedere “I Giorni della Vendemmia” (ritorniamo al discorso iniziale), ma per controllare se passerà anche dalle vostre parti andate su su www.igiornidellavendemmia.it.

Queste le sale che lo proietteranno questo weekend:

2 MARZO – venerdì
CINEMA ROSEBUD – REGGIO EMILIA H. 21
CINEMA FILMSTUDIO 7B – MODENA H. 21 (presenti gli autori)

3 MARZO – sabato
CINEMA ROSEBUD – REGGIO EMILIA H. 21 e 22.30
CINEMA FILMSTUDIO 7B – MODENA H. 21 E 22.30
CINEMA EDISON – PARMA H. 21.15 (presente il regista)

4 MARZO – domenica
CINEMA ROSEBUD – REGGIO EMILIA H. 16.30, 18.30 e 21
CINEMA FILMSTUDIO 7B – MODENA H. 18.30 e 20.30
CINEMA EDISON – PARMA H. 16.30, 18.30, 21.15