Hanna

Il regista di Orgoglio e Pregiudizio e di Espiazione, abbandona decisamente il registro letterario e il film in costume, per dedicarsi ad un action movie con connotazioni di thriller. Ancora una volta però sceglie come protagonista del suo lavoro un’eroina dal carattere forte e determinato, oltre che seguire gli stilemi di genere che vengono messi nella trama e seguiti alla lettera.

Hanna è giovanissima e vive isolata dal mondo, in una foresta, dove viene allevata dal padre Erik a diventare una pericolosissima serial killer. Hanna sa sparare, tirare di arco e freccia, lottare, conosce innumerevoli lingue e per ogni cosa che la vita non le ha dato modo di conoscere di persona, sa una definizione. Erik è un ex agente della C.I.A. che ha dovuto far perdere qualsiasi traccia di sé, ma vuole che la figlia, per un tanto eventuale quanto inevitabile rientro nel mondo, abbia i mezzi con cui sapersi difendere. Ora Hanna è pronta, non le rimane che aspettare che i fantasmi del padre tornino a scontrarsi con lei.

La fama di questo film è stata preceduta da quella della sua colonna sonora, realizzata dai Chemical Brothers. Hanna è una favola in pieno stile (una di quelle che la protagonista si trova a leggere la sera ricordando la madre): lei è la principessa (la mamma che ogni tanto torna nei suoi ricordi ha i capelli turchini), che lascia il suo castello sicuro per entrare in un mondo che non conosce (il bosco) attraverso l’uso di un pulsante (la porta, il passaggio) in cui troverà la strega cattiva da sconfiggere (Cate Blachett), che però tenterà di nuocerla attraverso una serie di loschi figuri (il lupo), per riuscire ad annullare l’incantesimo – la meledizione e vivere finalmente felice. Joe Wright (il regista), non tenta mai di nascondere il sottotrama, tanto che la fine la ambienta in una sorta di parco divertimenti dismesso che ha come tema le favole dei fratelli Grimm.

Più autorale e forse meno “action vorticoso” di come ci si poteva aspettare guardando il trailer, a tratti quasi lento, Hanna è un film i cui difetti vengono scavalcati di gran lunga dai suoi pregi: messa in scena (soprattutto fotografica), interpretazione (Cate Blanchett, certo, ma soprattutto la giovane Saoirse Ronan) e accompagnamento musicale . Se lo avete perso, recuperatelo.