THE FUTURE

The Future è l’ultimo film di Miranda July e non lo vedrete in sala. Peccato! Devo confessarvi una cosa: quest’anno un po’ mi sono guardata intorno. Direte: “Che novità, proprio originale lei”. Beh, il mondo sta per essere colonizzato dagli hipster santo cielo… che paura! Ve n’eravate mai accorti? Un po’ la repulsione ha avuto il sopravvento e quindi ho fatto un po’ di fatica ad approcciare a mente serena e tranquilla il nuovo film di Miranda July, ape regina della stirpe hipster: giovani creativi (termine ormai abusato per darsi un tono) che si vestono ai mercatini vintage e cercano di darsi l’aria di chi si è infilato le prime due cose che ha trovato raffazzonate per terra alzandosi dal letto, ma che invece si è svegliato un’ora prima per prepararsi (se non addirittura si organizzano l’abbinamento scombinato la sera prima) – questa la spiegazione per sommi capi. Comunque… Mi ero detta che questa volta, con la stramba Miranda, non ci sarei andata per le sottile se avesse toppato. Puniscine uno per educarne cento. The Future, invece, è proprio un bel film.

Sophie (July) e Jason (Linklater) sono una giovane coppia di squattrinati: lei insegnate di danza poco capace e lui alla ricerca di un lavoro soddisfacente. Vivono le loro giornate nell’apatia: perennemente attaccati ad un computer da cui cercano quelli stimoli che ormai la loro relazione non sembra più offrire. E’ a questo punto di una storia, che molte coppie decidono di avere un figlio, altre di adottare un cucciolo. Sophie e Jason optano per la seconda, ma mentre il gatto che devono portare a casa finisce un ciclo di cure, la coppia incomincia a guardare le rispettive esistenze con uno sguardo nuovo: è arrivato il momento delle responsabilità. Sopravviveranno come coppia smettendo di guardare l’oggi, ma incominciando a pensare al futuro?

The Future è una pellicola con dei tocchi d’originalità davvero fuori dalle righe (come il gatto che parla o la maglietta che cammina), ma non risulta finto. La July riesce con la fantasia, suo tratto distintivo ed espressivo, a raccontarci una storia assolutamente reale e drammatica. Non stona, lo percepiamo solo come stile, quello che l’ha resa nota e non abbandona mai, nonostante tocchi l’arte a 360°. Se alla prima mezz’ora del film sarete un po’ attoniti a chiedervi di cosa stia parlando e dove voglia arrivare, resistete e andate avanti perché poi arriva a dei picchi narrativi davvero incredibili (la scena in cui lui verso la fine la immobilizza per evitare di sentire quello che ha da dire è poetica e meravigliosa).

Quello che non mi aspettavo davvero da The Future, è che fosse così intenso e triste. Miranda mantiene la sua patina borotalco e i toni quasi sussurrati per un film che però grida il disagio che molti provano nel corso di una relazione, quando un universo domestico si dà come assodato, non si riesce a guardare né avanti né indietro, per poi scoprire che il bisogno di evasione è tanto umano quanto momentaneo e che alla fine solo le piccole sicurezze rendono davvero felici.