Martha Marcy May Marlene

Avete presente quando vi è accaduto qualcosa di brutto, qualcosa che ha segnato in negativo la vostra vita, ma che vi si ripresenta di continuo come un incubo ad occhi aperti, fino a farvi uscire pazze e farvi entrare in una paranoia labirintica? Martha Marcy May Marlene, il primo lungometraggio di Sean Durkin, parla proprio di questo. La pellicola è stata presentata alla scorsa edizione del Sundance Film Festival, dove ha vinto il premio come Best Drama e non lo vedrete con tutta probabilità passare dalle nostre sale.

Martha è una giovane che cerca di riconquistare la normalità dopo la fuga da una sorta di comune hippie con regole molto rigide in cui era la prediletta del leader, una sorta di padre-padrone che le aveva appioppato il nome di Marcy May. Martha si rifugia dalla sorella Lucy, che vive con il compagno con cui sta tentando invano di avere un bambino, e a cui sconvolgerà totalmente la tranquilla vita medio-borghese (quella stessa che lei e il suo gruppo di amici disprezzavano). Martha è riuscita a scappare da una realtà che la opprimeva, ma a farle ancora peggio saranno gli strascichi psicologici che la ragazza porta con sé. Quegli stessi che la faranno entrare in un profondo stato di paranoia e inquietudine.

Il film di Durkin è un thriller psicologico dalle tinte dark, un trip cerebrale da cui è difficile non uscirne sconvolti, nonostante la trama semplice e le atmosfere quasi patinate. Con una fotografia eccellente e un’interpretazione incredibile della sua protagonista principale – una tanto inattesa quanto bravissima Elisabeth Olsen – il regista ci porta alla scoperta delle ferite aperte che il nostro inconscio tenta di somatizzare inutilmente nella vita di tutti i giorni. Martha Marcy May Marlene è un film crudo e amaro, che anche se non fa vedere molto ci lascia in bocca l’ansia del vissuto che ritorna. Sempre. E nel peggiore dei modi. La crescita della follia è ben costruita così come il messaggio sulla corruzione degli ideali che ci viene fornito.

Martha Marcy May Marlene verrà proiettato a questa edizione del Courmayeur Noir In Festival, che si svolgerà dal 5 all’11 Dicembre (dove potrete vedere anche un altro film molto atteso da queste parti come Don’t Be Afraid of the Dark di Troy Nixey, scritto da Guillermo Del Toro e Matthew Robbins). Da recuperare perché è un film di genere non comune, ma intenso e d’atmosfera, nonché l’esordio “impegnato” di Elisabeth Olsen, di cui da oggi riprenderemo a sentirne parlare spesso. Mano sul fuoco.