DRIVE

“Drive”, diciamolo subito, è uno dei migliori film usciti quest’anno in sala, nonostante sia passato abbastanza in sordina. Non lo dico solo io, quindi se lo avete ignorato, correte in sala finché siete ancora in tempo. “Drive” è interpretato da Ryan Gosling e Carey Mulligan, due tra gli attori più talentuosi emersi negli ultimi anni, ed è diretto da Nicolas Winding Refn (Bronson) che per questo film ha ricevuto il Premio alla Regia alla scorsa edizione del festival di Cannes. Mica pizza e fichi!

“Drive” è la storia di quest’uomo senza nome – interpretato da un incredibile Gosling – che di giorno si arrabatta tra diversi lavori, dal meccanico in un’officina allo stuntmen, mentre di notte viene “affittato” come driver da diversi rapinatori a cui garantisce la fuga in tempi record e senza il rischio di essere acciuffati dalla Polizia. Quello che dobbiamo sapere su di lui è poco e il regista ce lo racconta nell’incipit: è un esecutore, taciturno, solitario, fin troppo algido per non sembrare un robot. Poi il suo lato si svela e come quasi sempre avviene anche nella vita, accade grazie all’incontro con una donna (Mulligan). Lei è sposata, ma il marito è in carcere, e ha un figlio. Lui si innamora di lei e si lega al figlio. Quando il marito esce dal carcere, tutto precipita: per amore della donna, l’uomo cerca di aiutare il marito con i suoi debiti e decide di fargli da driver per una rapina.

Leggendo diverse recensioni, è capitato di incontrare opinioni molto diverse dalla mia, soprattutto di chi sostiene che “Drive” sia un film banalotto, che a differenza di un normale action movie dalla trama scontata, ha solo qualche scorrimento di sangue in più. “Drive” raccoglie l’eredità degli action e crime movie, ne fa un film piccolo e prezioso, sapendo togliere anziché aggiungere per renderlo tanto asciutto quanto inattaccabile nella messa in scena e nell’interpretazione. La fotografia, dark e inquietante con tagli di luce che ne donano un’immobilità e un significato quasi di “inevitabilità divina” di quello che vediamo accadere sotto i nostri occhi attoniti, marcata da una colonna sonora da urlo, ce lo rende magico e ci fa sospirare di piacere a ogni scena.
La storia d’amore tra i due protagonisti è di una dolcezza estrema. Gosling e la Mulligan sullo schermo riescono a sprigionare una tensione erotica profonda ad ogni gesto e sguardo, la bellezza e la caparbietà dell’amore impossibile, fino a quell’unico e violento bacio, uno di quelli che rimarrà indelebile nella storia del cinema.

“Drive” ha la godibilità di un film di genere U.S.A. che si fonde con la silenziosa espressività di un film europeo (Refn è danese). E’ una pellicola non facile e per questo facilmente e frettolosamente giudicabile. La storia di un eroe contemporaneo, tanto estremo quanto umano, calato in una particolare situazione di vissuto. Ma cosa devo fare per convincervi a vederlo!?! Fidatevi, che poi mi vorrete più bene.