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Charlie Brown aka Fumihiro Hayashi.

Fumihiro Hayashi meglio conosciuto come Charlie Brown si è spento la scorsa settimana nella sua casa di Tokyo e tutti sono ancora increduli.
Per lui che le storie di alcool erano il pane quotidiano, per lui che aveva amici come Chloë Sevigny, Harmony Korine, Terry Richardson, Ryan McGinley, (solo per citarne alcuni) per lui che un giorno ha detto a Sofia Coppola: “belle le tue foto, perché non lavori per la mia rivista (lei aveva vent’anni e nessuna esperienza) e intanto ti faccio visitare la città.”
Anni dopo, quei luoghi sono diventati le ambientazioni di Lost in Translation e lui ne ha preso parte, nei panni di se stesso, nella mitica scena del Karaoke.

Sicuramente un personaggio eclettico e un punto di riferimento per l’underground artistica. Il primo a fare da ponte tra Tokyo e New York, dando la possibilità ad artisti internazionali di esporre e aver visibilità in una città così inavvicinabile.
Fonda la sua rivista indipendente, Dune e più tardi la galleria , The Last Gallery e dice: “Ho voluto aprire un punto in cui poter condividere la libertà dell’arte, e dove i giovani talenti possono avere un spazio dove esporre. Vorrei rappresentare quello che succede a Tokyo per il mondo. Sento la fine di un periodo e l’inizio di una nuova era.”

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Ecco cos’hanno postato sulla sua bacheca (di facebook) il giorno dell’addio:

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