window of Lovejoy's Tea Room in San Francisco

Lovejoy’s window © Alessia Marchioro, 2011

In periodo marzolino, vi raccontiamo di una sala da tè in stile vittoriano dalle porcellane tutte spaiate e dalla storia serendipitosa. Lovejoy’s riflette la peculiaritá giocosa e un po’ eccentrica di San Francisco, coniugandola con la tradizione romantica e vecchia scuola del tea service all’inglese. Apprendiste Virginie Woolf o Alici nel celeberrimo paese, questo è un posto per voi. 

treats Lovejoy's TeaRoom San Francisco

Lovejoy’s treats per ogni palato

Lovejoy’s Tea Room è in collina all’angolo tra Church street e Clipper, nella parte residenziale di Noe Valley, dove eleganti case edwardiane e vittoriane dai colori pastello vi fanno sognare di essere nel paradiso architettonico della bella forma. Se avete qualche milione di dollari che vi avanza, una di loro potrebbe diventare la vostra “umile” dimora, altrimenti limitatevi ad immaginarvici dentro, tutte lampade Tiffany, mazzi di rose fresche e caminetti ardenti. Si racconta che inizialmente la sala da tè fosse una negozietto di antiquariato che offriva una buona tazza di tè ai suoi fortunati avventori – caffeinomani o meno, non c’è niente di meglio di una buona tazza di té per rinfrancarsi dopo le frustate del vento della Baia. Dopo un’osservazione etnografica e un pizzico di serendipitá, i signori di Lovejoy’s si resero conto che i loro clienti erano piú interessati al loro tè e ai loro scones che ai loro oggetti di antiquariato, e decisero di riconvertire il loro negozietto in una sala da tè con tutti i crismi. Il nome non deriva dall’omonimo reverendo nei Simpsons, ma è ispirato ad una serie di romanzi di Jonathan Gash il cui protagonista è un antiquario inglese chiamato Lovejoy.

Lovejoy's Tea Room San Francisco special table

Tavolo espressamente riservato “for the Queens”

Lovejoy’s offre un’esperienza deliziosamente autentica e invitante di High Tea, a base di ogni sorta di tramezzini all’inglese, scones con crema di limone, crumpets al burro, insalata di cavolo cappuccio con contorno di clementine, biscottini di pastafrolla, il tutto presentato in piatti a tre livelli à la Marie Antoinette. L’allestimento da solo è da mangiare con gli occhi. La sala è arredata e decorata in stile vittoriano ma non pretenzioso, un po’ come il soggiorno di una vecchia prozia altolocata, con in bella mostra una collezione a dir poco eclettica di teiere, tazze da tè, mini lampade in stile Tiffany, e altri memorabilia. Come ogni soggiorno che si rispetti, c’é anche un caminetto d’epoca.

La vetrina di Lovejoy's in un giorno di pioggia.

La vetrina di Lovejoy’s in un giorno di pioggia

China Rose Petal, il mio preferito.

China Rose Petal, il mio preferito

Il National Geographic Traveler lo lista tra i tre posti migliori dove godersi un tè all’inglese come si deve nel nuovo continente. Non è un’esagerazione dire che la sala da tè accoglie solo Regine e Membri della Famiglia Reale, come indicato dai cartellini di prenotazione sui tavoli. Lo staff è composto da signore di ogni etá con colorati grembiuli vintage, fare sobrio e gentilezza composta. Anche l’etá della clientela varia sensibilmente, da signore di una certa etá che sorseggiano tè completamente nel loro elemento, a giovanissime tutte Hello Kitty e iPhone. Il menú offre una selezione vertiginosa di tè per ogni palato, dal classico corposo Darjeeling Tea (che è considerato il Champagne dei tè) al delicato ma intenso China Rose Petal (il mio preferito). Ognuno ha la propria teiera personale, che è rigorosamente bottomless, per seti di tè inestinguibili, corredata da una tazzina da tè e il piattino sottostante, tutto scoordinato ad arte. Il concetto del servizio da tè qui è piú stiracchiato di quello del Cappellaio Matto. Chicca finale, “per farsi la bocca” prima di uscire, la scelta di un cioccolatino tra mille gusti, colori e decorazioni fiorite.

Uno scorcio dell'interno del locale.

Uno scorcio dell’interno del locale

Un dettaglio di un tavolo.

I dettagli contano

Debitamente teinati e pingui di tramezzini all’inglese e scones, si puó fare un salto da Lovejoy’s Attic dall’altra parte della strada, per comprare teiere panciute, portabustine di té, il tè sfuso di Lovejoy’s, mini lampade in stile Tiffany a prezzi stracciati, e rimasugli di porcellane cinesi rotte a 3 dollari al sacchetto. Sí, avete capito bene, pezzi di porcellane cinesi che una volta erano piatti, tazzine e delicati servizi da té. Se non sapete bene cosa farci, vi suggerisco tre cose fichissime che si possono fare con porcellane cinesi rotte: andare da Ingo Maurer e farsi fare una lampada di design (si chiama “Porca Miseria”), costruire casette per gli uccellini come quest’artista locale in zona Boston oppure decorare un’aiuola come fanno i San Francescani. È un inno a non piangere sulla cina versata.

Ingo Maurer, "Porca Miseria"

Ingo Maurer, “Porca Miseria”

China birdhouses: artista locale in zona Boston.

China birdhouses: artista locale in zona Boston

Lovejoy’s Tea Room
1351 Church St at Clipper
San Francisco, California 94114