Palm tree high above La Taqueria

Palm tree high above La Taqueria

È risaputo come Settembre-Ottobre sia il periodo migliore per visitare San Francisco: comincia l’Indian Summer, la vera lunga estate calda in città, e i locali diventano ancora più outdoorsy, sciamando tra pic-nic al parco e in spiaggia, biciclettate in collina, panoramiche gite in macchina lungo la costa, camminate in montagna e sessioni di nascondino nelle foreste di sequoie. La Bay Area è generosa e offre tutto questo un po’ tutto l’anno, essendo stagionalmente monocroma, ma in questo periodo di sole e caldo assicurato mantenere un colorito da Nosferatu in città è un crimine. L’estate a San Francisco rafforza anche le abitudini culinarie, dove lo street food e tutto quello che è trasportabile e gustoso ben si confanno al diffuso spirito en plein air. La popolarità storica del burrito – larga, compatta ed economica tortilla farcita di carne/pesce/formaggio con fagioli, avocado, pomodoro, cipolle, e talvolta riso e cavolo cappuccio – nel quartiere di Mission risale agli anni Sessanta e ne è una felice riprova, al punto tale che c’è un detto urbano che dice che se non hai mai mangiato un burrito a Mission non sei mai davvero stato a San Francisco.

Entering La Taqueria

Entering La Taqueria

Un interessante factoid è che il burrito è un’invenzione messicano-americana relativamente recente. È un byproduct dell’immigrazione messicana negli Stati Uniti, soprattutto in California, e un esempio trionfale di marketing culinario.
Il Mission burrito è una vera e propria specialità regionale ed è il risultato di sperimentazioni e personalizzazioni anche competitive nelle varie taquerie del circondario. È contraddistinto dagli ingredienti del ripieno e dalla grandezza della tortilla, ed è generalmente presentato avvolto nella carta stagnola, con salsa piccante a parte. Il messicano “quasi” da strada più iconico, celebrato e discusso di San Francisco si chiama non a caso La Taqueria e dà la possibilità di prendersi il proprio burrito al volo o di sedersi ai tavoli da picnic con accesso su Mission street, contornati da palmizi alti e sottili. Nonostante ci sia un po’ di coda praticamente a qualsiasi ora e il sistema di ordinazione sia strettamente analogico, il processo ha una sua intrinseca efficienza. Si ordina in coda per pagare (solo in contanti), ogni combinazione ha una sigla di riferimento, si arriva alla cassa che il burrito è in lavorazione al di là del bancone, e dopo cinque minuti massimo il fido burritaro chiama il vostro numero in spagnolo e in inglese contrassegnando il vostro burrito nella stagnola con un adesivo arancione. Per un burrito “to go” ancora più rapido, basta telefonare dieci minuti prima di arrivare, saltare la coda e andare direttamente alla cassa. Il tipo della cassa è un baffo simpatico che vi chiama “Honey” o “Beautiful” a seconda della giornata.

The assembly line and wall of fame © LaTaqSF

The assembly line and wall of fame © LaTaqSF

La composizione live del burrito ha un che di ipnotico: tutto è predisposto in anticipo, dai pomodori freschi a cubetti con cipolle e cilantro all’avocado “agliogeno” a spatolate. La tortilla viene scaldata in una specie di pressa e i fagioli vengono aggiunti con un mestolo da minestra. Poi vengono aggiunti, a seconda dei gusti, carne asada (manzo marinato), carnitas (maiale arrostito), chorizo (salsiccia), careza (testa di manzo?), lengua, o formaggio, per la versione vegetariana. Hot sauce e jalapeño a parte. Quest’ultimi, beninteso, non per palati timidi.

P.s.: Ho menzionato che tra i plus de La Taqueria c’è il fatto che è quasi all’angolo con la 25esima dove si trova Mission Pie? Un burrito de La Taqueria, un caffè di Taylor Maid Farms e una fetta di pie tutto to go. It makes your day.

La Taqueria
2889 Mission Street
San Francisco, CA 94110