Madeleine Elster/Kim Novak at Fort Point © Reel SF

Madeleine Elster/Kim Novak at Fort Point © Reel SF

L’estate è la stagione migliore per i walking tour, occasioni imperdibili di esplorare la storia della propria città o di quelle che si visitano viaggiando. A San Francisco i walking tour cittadini sono un centinaio e praticamente tutti i quartieri possono contare su un tour esaustivo del loro retaggio storico, sociale, culturale, e soprattutto architettonico. Il punto di ritrovo per l’Hitchcock walking tour è alla fontana di Huntington Park, proprio di fronte alla gothic revival Grace Cathedral, nel cuore di Nob Hill. Il piccolo parco urbano, reso vivace dalla straordinaria quantità di cani e cagnetti che scodinzolano attorno ai loro padroni, comincia a popolarsi per la passeggiata di Hitchcock circa venti minuti alle undici. I partecipanti si possono riconoscere dal fatto che si guardano in giro con aria circospetta, come se il leader del tour sbucasse fuori da un cespuglio da un momento all’altro. È una giornata di marzo calda ed eccezionalmente poco ventosa a San Francisco, è da maniche di camicia. A cinque alle undici arriva un uomo con barba incolta da intellettuale, occhiali e l’aria amichevole, con una cartellina sottobraccio. È Jay Sherwin, coordinatore e guida dell’Hitchcock walking tour a San Francisco. Sherwin ci racconta come abbia ideato e lanciato questo walking tour delle filming location di Vertigo e di altri film di Hitchcock a San Francisco qualche anno fa, dopo aver condotto il walking tour del quartiere di Nob Hill per svariati anni. Dopo quarantanni di appassionata visione dei film di Hitchcock e aver frequentato classi al college, Sherwin parla del suo ruolo di cicerone del walking tour di Hitchcock come il ruolo della sua vita, il ruolo che era destinato a fare. Sherwin è uno dei trecento volontari che conducono tour gratuiti a San Francisco, convenzionati con la Public Library, e il suo “signature” walking tour è uno dei più popolari e seguiti in città, con punte di cinquanta-cento partecipanti a domenica. KQED, la stazione radio della Bay Area che trasmette NPR, il servizio di radio pubblica, gli ha dedicato un articolo lo scorso febbraio, con documentazione fotografica tratta da Reel SF. Sherwin introduce e descrive l’Hitchcock walking tour così: “The Master of Suspense loved San Francisco and used its beauty, elegance and mystery to great effect in several films. From Nob Hill to Union Square, you’ll see some of the hotels, clubs, retail stores and other locations featured in Vertigo and other Hitchcock classics. You’ll hear why Hitchcock chose them and how he filmed them. And you’ll learn about their history, architecture, and the stories they tell about the San Francisco of fifty years ago and today.”

Vertigo movie poster © Wikimedia

Vertigo movie poster © Wikimedia

La superba dimestichezza e chiarezza espressiva con cui Jay comunica con il gruppo di più di cinquanta persone presenti (distribuiti nel modo più congruo possibile tra marciapiedi e angoli della strada), lo identificano subito come un piacevolissimo e avvincente narratore-oratore. Con il supporto visuale di fotogrammi tratti dal film, Jay ci accompagna nei luoghi rappresentati in Vertigo e in altri film di Hitchcock, alternando descrizioni dettagliatissime delle sequenze dei film in questione con aneddoti succosi relativi alla loro lavorazione e alle scelte artistiche del regista; indulgendo in digressioni sulla storia di San Francisco durante il Gold Rush e sulle vicissitudini di edifici, club, ristoranti, hotel, di un negozio di libri e uno di fiori, e persino di un vicolo losco che dà spazio oggi a negozi da Via Montenapoleone. Jay comincia richiamando alla memoria la trama e le scene più significative di Vertigo (tradotto in italiano con La Donna Che Visse Due Volte), le cui riprese di esterni avvennero completamente nella Bay Area nel’autunno del 1957 e in cui San Francisco è una vera e propria “partner in crime”. San Francisco ha una parte nel manifestarsi della paura di Jimmy Stewart/Scottie Ferguson per le altezze mentre è all’inseguimento di un criminale particolarmente agile; e tiene il ritmo della sorveglianza nascosta della elegante e malinconica Madeleine Elster/Kim Novak da parte di Scottie. Nel corso della sua osservazione coperta, e grazie ad un inaspettato salvataggio, la fascinazione di Scottie per l’aristocratica Madeleine diventa innamoramento, reso ossessivo e tragico dal profondo e “antico” turbamento che sembra affliggere la donna.

Scottie in front of Elster's apartment in Nob Hill © Reel SF

Scottie in front of Elster’s apartment in Nob Hill © Reel SF

Sherwin preannuncia come “like the characters, San Fran has two sides and today we’ll scratch the surface to discover the Madeleine and Judy of the city”. Partiamo, come già detto, dal quartiere signorile, noblesse oblige, di Nob Hill, che essendo in collina gode di panorami privilegiati della Baia. All’angolo tra la Mason e Sacramento, si trova il sofisticato complesso neogotico dalla spettacolare vista sulla Baia che fa da cornice alla San Francisco di Madeleine, dove si trova l’appartamento degli Elster. Madeleine esce dal cancello con la sua macchina verde in una famosa scena che inaugura il pedinamento di Scottie, appostato con la sua macchina dall’altra parte della strada; e si ritrova in una scena successiva con la macchina di Madeleine parcheggiata di fronte. Jay ci racconta come un appartamento con vista in quel palazzo possa arrivare a costare oggi tranquillamente fino a 15000 dollari al mese. Le riprese di Vertigo cominciarono proprio qui, e il cast e la crew del film non dovevano spostarsi poi di molto, stando di base al Fairmont hotel. È proprio di fronte al Fairmont hotel che Scottie è parcheggiato quando inizia a spiare e seguire Madeleine che esce dal cancello. La facciata del Fairmont hotel dà anche volto alla disperazione e smarrimento di Scottie, mentre gira senza meta dopo la tragica morte di Madeleine. Jay ci racconta inoltre che è in questo hotel che Tony Bennett ha cantato per la prima volta per un pubblico I Left My Heart in San Francisco.

Il Gentlemen's club dove Gavin Elster incontra Scottie © Reel SF

Il Gentlemen’s club dove Gavin Elster incontra Scottie © Reel SF

Camminiamo verso 1000 California Street, davanti agli scalini di un monumentale edificio di pietra marrone. L’edificio era stato inizialmente costruito per scopi abitativi per il magnate dell’argento James Clair Flood, che commissionò il materiale edilizio di pietre marroni dal Connecticut e lo fece trasportare su in collina trainato da cavalli, in una città dove la maggior parte delle case erano costruite di legno di sequoia. La scelta eccentrica di Flood in realtà fu premiata, essendo con il Fairmont hotel l’unico edificio di questo quartiere a sopravvivere al terribile terremoto del 1906, che causò un incendio così esteso da radere al suolo più di mezza città. Nel 1889 diventó la sede congiunta di due associazioni private di importanza storica ed è ancora oggi uno dei Gentlemen’s club più esclusivi in città, a cui si accede prevalentemente per diritti acquisiti e con short list bibliche: “the Pacific-Union Club, the last bastion of white male Republicans in the city”. Tra i membri illustri si contano William Randolph Hearst, svariati segretari della Difesa, uomini d’affari, imprenditori delle ferrovie, diplomatici e ambasciatori. A quanto pare, le signore oggi sono ammesse, ma solo al primo piano. É questa la location da cui Hitchcock prese ispirazione per il club dove Gavin Elster incontra Scottie in Vertigo.

Grace Cathedral © Wikimedia

Grace Cathedral © Wikimedia

Continuiamo poi a camminare tornando verso la tetra Grace Cathedral e ci fermiamo presso la scalinata. Nell’ultimo film di Hitchcock, Family Plot, i protagonisti rapiscono un vescovo in bella vista, proprio mentre tiene messa nella sua chiesa, “St. Anselm’s Cathedral”, di fronte ai fedeli della sua parrocchia. Si racconta che Hitchcock fece una generosa donazione di 5000 dollari alla Grace Cathedral per poter filmare all’interno della chiesa. “It was Hitchcock’s way of showing that art can imitate life, — ci spiega Jay Sherwin, “As the kidnapping happens, everyone just watches passively without stepping in — an apathetic view he saw in society and wanted to comment on.” Scendiamo poi, letteralmente, verso Tenderloin, la San Francisco di Judy Barton, la gretta e working-class seconda interpretazione di Kim Novak. Questa parte della città viene chiamata dalla gente del posto Tendernob, essendo zona di confine a metà strada tra i due quartieri e tracciando la cruda transizione tra un quartiere chic e uno degradato. Negozi di liquori e insegne al neon fioccano dopo aver girato l’angolo. Ci fermiamo davanti alla vetrina dell’Argonaut Book Shop, che come Jay ci spiega ha sicuramente ispirato in Hitchcock l’ambientazione interna dell’Argosy Book Shop in Vertigo, visto che Hitchcock era buon amico del proprietario. Hitchcock, tuttavia, utilizzò una proiezione di Powell street come sfondo, ad alludere che il negozio di libri era in una popolare strada del centro.

Argosy Book Shop © Reel SF

Argosy Book Shop © Reel SF

Proseguiamo quindi passando l’ex Hotel Commodore, in stile art decò, la cui insegna verticale al neon e le iconiche scale di emergenza diedono l’ispirazione per l’hotel di Judy Barton, l’Empire, dalle fredde e “allucinogene” luci verdi. Nel tentativo di rilanciare gli affari e attrarre gli affezionati del film nonostante la location non sia delle migliori quando fa buio, l’hotel ha riaperto dopo un restyling mezzo isolato più in là, cambiando strategicamente nome in “Hotel Vertigo” nel 2009. Jay coglie l’occasione per raccontarci qualche dettaglio sulla ricezione del film sia da parte della critica che del pubblico nel 1958. Il film non ebbe il successo di botteghino sperato e la critica lo classificò come un thriller psicologico troppo intricato e macchinoso. Hitchcock, che come ampiamente mostrato anche nell’omonimo film con Anthony Hopkins e Helen Mirrer (2012), non mancava di mostrare lati oscuri e apertamente meschini, imputò il mancato successo alla mediocre interpretazione di Kim Novak, e davvero ingiustamente ad un Jimmy Stewart troppo in là con gli anni rispetto alla poco più che ventenne Novak, la cui differenza d’età rendeva una storia d’amore tra i due poco credibile. Kim Novak, d’altra parte, dimostrò sentimenti ambivalenti rispetto al film nel corso degli anni, culminando con la recente campagna contro il vincitore degli Oscar 2012 The Artist, che utilizzò ottenendo il permesso la musica di Vertigo. L’attrice espresse parole veementi contro quello che secondo lei era un abuso dell’integrità del film originale, che la rivista inglese Sight & Sound magazine ha decretato il miglior film di tutti i tempi nel 2012, superando persino Citizen Kane. Il ristorante Ernie’s, ci racconta Sherwin, ha chiuso nel 1995, ma era il ristorante più alla moda negli anni Cinquanta, e Hitchcock andava spesso a mangiarci e passare serate conviviali quand’era in città. Le comparse delle scene da Ernie’s erano incoraggiate a desinare durante le scene, razionando i bocconi, probabilmente, dopo l’ennesimo ciak.

Podesta Baldocchi Florist © Reel SF

Podesta Baldocchi Florist © Reel SF

Attraversiamo Grant Avenue e ci avventuriamo verso downtown, dove la città cambia di nuovo: strade spazzate con cura, gente in completo, boutique dalle vetrine eleganti. Passiamo il negozio di fiori che venne filmato da Hithcock per la scena in cui Madeleine va a prendere il bouquet. Jay ci racconta come Hitchcock scelse Podesta Baldocchi Florist per la bellezza delle sue mattonelle italiane. Ci racconta anche come tra una scena e l’altra scendesse una pioggia d’acqua per rinfrescare i fiori, che venivano prontamente sostituiti con fiori freschi ogni ora. Passiamo anche il salone di Elizabeth Arden, che ispirò il raffinato beauty salon per signore in cui Scottie orchestra il “make-over” di Judy Barton e la sua trasformazione in Madeleine. A questo proposito, Jay ci dice che il perfetto esempio della San Francisco di Judy mascherata da Madeleine è Maiden Lane. Maiden Lane oggi è un elegante vicolo a pochi passi da Union Square tutto design e grandi firme, con Chanel, Marc Jacobs, e una galleria progettata da Frank Lloyd Wright, ma più di un secolo fa era il più noto quartiere a luci rosse in città. Dopo il terremoto del 1906, i bordelli andarono a fuoco e l’area fu riqualificata per una clientela più rispettabile. Il walking tour si conclude a Union Square, dove Tippi Hedren in The Birds attraversa la piazza per dirigersi verso il negozio di animali in un vicolo lì vicino, il fu Robison’s House of Pets in Maiden Lane (chiuso nel 1995). Jay Sherwin ci saluta con una lista di altri luoghi di nota filmati da Hitchcock in città, come il Palace of Fine Arts, Fort Point, il St Joseph’s Hospital, il cimitero di Mission Dolores, e la Legion of Honor. A questi aggiungerei anche il Castro theater, che merita sempre una visita. Quest’estate il teatro di Castro ha inaugurato il debutto del tour nazionale dei primi film di Hitchcock recentemente restaurati dal British English Institute. Gli “Hitchcock 9” coprono la seconda metà degli anni Venti e gli ultimi anni del cinema muto, che Hitchcock considerava “la forma più pura del cinema”.

"Davidson's" Pet Shop in Maiden Lane © Hitchcock Wiki

“Davidson’s” Pet Shop in Maiden Lane © Hitchcock Wiki

Per gli appassionati più fervidi del cinema di Hitchcock a San Francisco, trovate qui sotto una bibliografia essenziale:

Footsteps In The Fog: Alfred Hitchcock’s San Francisco, Jeff Kraft and Aaron Leventhal, Santa Monica Press, 2002

Il cinema secondo Hitchcock, François Truffaut, Nuova Pratiche Editrice, Milano, 2002

The San Francisco of Alfred Hitchcock’s Vertigo, Douglas A. Cunningham, Editor, Scarecrow Press, 2012

Alfred Hitchcock’s San Francisco Walking Tour
Huntington Park
Nob Hill San Francisco, CA