Interior © Bourbon and Branch

Interior © Bourbon and Branch

Ben prima che Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann impazzasse tra cinema e riviste di moda, rilanciando un’iconica fascinazione per i roaring Twenties, un (ig)noto speakeasy bar nei bassifondi di San Francisco serviva drinks esclusivi, a costo proibitivo, in un ambientazione che più di classe non si può. Per essere ammessi serve una password da sussurrare all’entrata, un paio di bretelle, una piuma e un filo di perle. Ok, scherzavo, serve solo una password, ma se avete anche il resto non mancherete di confondervi con baristi e camerieri vestiti a tema e di tutto punto.

Bourbon & Branch ha tutto quello che un saloon senza licenza poteva offrire negli anni del Proibizionismo: musica jazz, atmosfera fosca, cocktail da urlo, e clientela dal palato forte assettata di sperimentazioni alcoliche. Persino la location si adatta perfettamente ad un immaginario fuorilegge e di dubbia reputazione, attraendo i suoi avventori nella zona piú degradata e squallida della cittá. Il quartiere di Tenderloin, celebrato da gruppi punk e tristemente popolato da una paurosa concentrazione di senzatetto, drug addicts, e sex-workers, è certamente tra l’ultimo posto in città dove par bene fare una passeggiata nel cuore della notte. Si racconta che il Tenderloin, che letteralmente è un taglio di carne simile al filetto, prenda il nome dall’omonimo quartiere di New York, in riferimento al “sottopancia soffice” del vizio e della corruzione, specialmente in politica. Pur strategicamente posizionato tra Downtown e Nob Hill, il Tenderloin ha storicamente resistito alla gentrificazione e resta tuttora il quartiere col più alto livello di crimine e di violenza da strada a San Francisco. Non è uno spreco di denaro, quindi, giungere alla porta senza insegne di Bourbon & Branch rigorosamente in taxi.

Unmarked door - © Bourbon and Branch

Unmarked door – © Bourbon and Branch

Coerentemente con l’atmosfera di segretezza ed esclusività del bar, ci si accede facendo una prenotazione, durante la quale viene comunicata la password da snocciolare all’entrata dopo aver bussato. Si racconta che ci siano altri tre bar segreti all’interno del bar, accessibili con bottoni da premere sul muro, di cui uno dietro ad un book-case. Non abbiamo avuto modo di verificare, ma di sicuro abbiamo scoperto una via ancora più furtiva e illegittima per entrare. Non essendoci insegne, siamo entrati per sbaglio dalla porta secondaria, con grande sconcerto della hostess dall’acconciatura ad onde che freddamente ci ha accompagnati al nostro tavolo. Nella stanza principale di fronte al bar, l’atmosfera scura è illuminata da un enorme lampadario a raggi e dalle fiamme sulfuree dei baristi che bruciacchiano scorze di arance per i drinks.

Main room bar © Bourbon and Branch

Main room bar © Bourbon and Branch

I tavolini hanno un séparé che assicura una conversazione intima e sono tutti accompagnati da una lampada in stile anni Venti, fini tovaglioli di stoffa, e dall’elenco telefonico del menu interamente composto da cocktails. Dalla paprika al rosmarino, dall’assenzio allo chartreuse, dal porto al mezcal, alcune sostanze alcoliche sono persino mischiate a sciroppi e tinture fatte in casa, con combinazioni speziate che richiamano un libro di cucina e vedono il cocktail making come un craft, elaborato e rifinito nei minimi dettagli come un soufflè.

Da non perdere: il rinfrescante Cucumber Gimlet e il classico Sazerac.

Per godervi l’esperienza al meglio, arrivate con un rotolo di contanti (i drinks hanno costi proibitivi), tirate fuori il vostro self più sassy-classy e fate finta di essere in un film noir. “No Photography” è tra le regole della casa, quindi lasciate a casa la macchina fotografica.

Per last minute drinkers, c’è sempre l’ambientazione decadente della biblioteca, dove non serve la prenotazione. Basta dire “books” all’entrata.

Carrie Nation, 1910

Carrie Nation, 1910

La storia dell’era del Proibizionismo è legata ad una signora con l’accetta sempre pronta ad usarla, a provviste di liquori lasciate galleggiare fino a riva, al sentimento negativo verso l’immigrazione europea, alla rete criminale di Al Capone. È importante ricordare che è anche interconnessa alla questione spinosa della violenza domestica, e alle prime forme di associazionismo politico femminile, che hanno in qualche modo avuto un ruolo pioneristico nell’attivismo per il suffragio universale delle donne. Per un approfondimento più circostanziato, rimando al documentario di Ken Burns, Prohibition.

Bourbon & Branch
501 Jones St,
San Francisco, CA 94102