“Voglio che Rimini sia come Hollywood, come Nashville. Voglio una palude bollente di anime che fanno la vacanza solo per schiattare e si stravolgono al sole, e in questa palude i miei eroi che vogliono emergere, vogliono essere qualcuno, vogliono il successo, la ricchezza, la notorietà, la fama, la gloria, il potere, il sesso. E Rimini è questa Italia del ‘sei dentro o sei fuori’. La massa si cuoce e rosola, gli eroi sparano a Dio le loro cartucce”.
Così scriveva Pier Vittorio Tondelli negli anni ’80. Certo, la sua Rimini – già di per sé romanzata ed esagerata – è molto cambiata negli anni, ma qualcosa è rimasto.

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Le contraddizioni, per esempio. Perché Rimini non è solo un luogo. È una vera e propria icona, la culla di un immaginario che pesca tra sogni, eccessi e desideri in quell’enorme Luna Park che è la vita stessa.
La mondanità convive con la cultura, i pensionati con i giovanissimi, la piadina con il gin lemon, la vita notturna con le giornate passate a scottarsi al sole.
C’è Fellini e c’è Ligabue, c’è Jerry Calà e – da oggi – c’è pure Maurizio Cattelan.

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Con Pierpaolo Ferrari ed il team di TOILETPAPER, infatti, l’artista più irriverente d’Italia ha reso omaggio alla capitale del divertimento nel modo che meglio sa fare: ironizzando e provocando.
“Saluti da Rimini” citano le enormi cartoline, piazzate dal primo luglio in tutta la città. Cartoline nelle cartoline, dice qualcuno, guardando i manifesti appesi alla Stazione, a Castel Sismondo, alla Ruota Panoramica.
Dentro ci sono tutti gli stereotipi e tutte le contraddizioni che Rimini, e l’Italia intera, portano con sé: c’è la pasta e ci sono le patatine fritte, l’eleganza e la sfrontatezza, il vecchio e il nuovo, il divertimento e l’inadeguatezza. C’è soprattutto, la realtà che si fonde con la fantasia.

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Otto immagini, che curiosamente alludono e mostrano sfacciatamente nello stesso momento, e che (com’era lecito aspettarsi) stanno facendo discutere: la polemica corre sui social network, mentre i cittadini si dividono tra indignati ed entusiasti.
Offesa o celebrazione? Provocazione o tributo? “Le opere di Cattelan permettono a ognuno di noi di interpretare la città con uno sguardo diverso” dice alle telecamere il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi. “Mi chiedono se ho paura”, continua, “Ma perché dovrei? Chi ha paura dell’arte contemporanea ha paura di sé stesso”.

E voi? Cosa ne pensate?

Dove&Quando:
Rimini, dal 1 Luglio al 30 settembre 2015.
Ponte di Tiberio, Arco di Augusto, Teatro Galli, Castel Sismondo, Rotonda Grand Hotel, Ruota Panoramica, Stazione, Rotonda Bellariva e altri muri di Rimini.