courtesy of rosa mosa

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Iniziano i saldi ed io mi rifugio nel bello che deve ancora venire, più che altro collezioni che gusteremo solo da Settembre in poi. Un po’ snob? No, è solo per l’abitudine che lavorare nella moda crea: tutto corre veloce, le “stagioni” arrivano sempre prima e si lavora con larghissimo anticipo sugli anni che verranno. Trovo ormai naturale che si inneschi quel desiderio di voler indossare capi che ancora non sono stati prodotti e colori presenti solo in campionario, mentre si osservano le collezioni correnti con un certo distacco accompagnato ad una sensazione di già vissuto.

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Non c’è spazio quindi per ulteriori collezioni estive e mentre ci tuffiamo fisicamente in acque più o meno cristalline per riposarci da un anno di lavoro, così ci immergiamo – solo in modo un po’ più figurato – alla scoperta delle scarpe che ci troveremo a desiderare fortissimamente nei prossimi mesi.

Tra queste Rosa Mosa, che ci trasporta nei boschi austriaci da dove proviene Simone Springer, fondatrice del marchio assieme a Yuji Mizobuchi. Non sono solo le storie d’amore fanno dei giri immensi ma anche quelle professionali. Sì, perchè chi se lo sarebbe mai immaginato che un ragazzo giapponese che studiava filosofia buddista ed una ragazza che studiava arte sarebbero entrambi finiti a Londra a seguire il corso di Design di calzature ed accessori al Cordwainers College?

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Eppure il destino esiste, impossibile negarlo, e nel caso di Simone e Yuji aveva in serbo l’unione delle loro culture attraverso un marchio di accessori – la maggior parte scarpe – dal forte sapore folkloristico che mescola tradizioni e storie locali accentuate dai ricchi colori delle pelli conciate al vegetale.

Il loro studio ha base a Vienna, dove le collezioni vengono concepite per poi essere prodotte in Austria, Ungheria e Repubblica Ceca e successivamente vendute negli Stati Uniti, in Giappone, Italia, Israele, etc. (per una lista completa dei punti vendita consultare il sito, mentre clicca qui per il loro shop online).

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Summer Sales are just around the corner but the only thing I can do is seeking refuge in beautiful things that are about to come and happen, mainly winter collections that we will only enjoy from September onwards. Does it sound like a snob attitude?! I didn’t mean it that way, it’s just the habit related to working in fashion industry that creates a sense of rush in everything we do: seasons run by very quickly and we are always forecasting new trends that don’t allow us (me) to enjoy what we (I) have at the right time. I always look at windows feeling like I’ve already seen those items and everything I want is something new, that is unfortunately going to come many months later.

There’s no space for further summer collections then, all we want to know is which shoe brand to fall in love with in the next few months and Rosa Mosa is the perfect example, it takes us straight to austrian forests where Simone Springer, one of the founders, comes from. Simone founded Rosa Mosa together with Yuji Mizobuchi in 2001 after meeting him at Cordwainers College in London, and who can tell if this union was already meant to be way before they met? Destiny must have played its role trying to get this two creative minds together – Simone from Austria and Yuji from Japan – and mix their cultures up in an accessories collection, mainly shoes, with a folkloristic taste where both founders put inspiration from local traditions of their homelands. 

Their studio is based in Vienna where they create each collection that is later produced in Austria, Hungary or Czech Republic and then sold in many countries all over the world (click here to see the retailers and here for their online shop).