Il 27 febbraio Marc Jacobs ha annunciato il volto della nuova campagna beauty: Jessica Lange. Reduce dai successi di American Horror Story, Jessica alla veneranda età di 64 anni diventa testimonial con una tale naturalezza ed eleganza che quasi viene da chiedersi: “Ma perché non è stata scelta prima?”. Il lancio sul profilo Instagram @marcbeauty mostra una delle prime foto di David Sims: occhi sontuosi, uso morigerato di photoshop tanto che una lieve ruga di espressione rimane in evidenza sulla fronte e tutto di colpo diventa più realistico, raffinato, vero.

 jessica Lange for Marc Jacobs Beauty jessica Lange for Marc Jacobs Beauty

Nello stesso giorno, casualità (?), la Nars cosmetics annunciava la sua testimonial, 68 anni, incantevole, Charlotte Rampling.

 Charlotte rampling for Nars Cosmetics

Forse una rivoluzione nel mondo dell’alta cosmesi o sono semplicemente scelte furbe che cavalcano l’onda della celebrità contingente? E cosa dice una testimonial della casa cosmetica che rappresenta? La Lange e la Rampling conferiscono a MJbeauty e Nars quella allure per il salto di qualità verso i grandi marchi alla Chanel, Dior, Yves Saint Laurent. Ma cosa succede per le altre case cosmetiche?

Proprio “Yves Saint Laurent” rimane granitica sulle sue scelte, perché in fondo per ora non ha niente da dimostrare, e conferma la bad girl più amata del momento Cara Delevigne. Nonostante tutto l’immagine della donna priva di imperfezioni è dura da rimuovere ed è una comfort zone troppo sicura da lasciare.

Cara De Levigne for Yves Saint Laurent

Nel frattempo la Mac, nella sua continua valanga di collezioni, annuncia una collaborazione speciale in uscita a Giugno con Kelly e Sharon Osbourne. Loro sì che sanno cosa vuol dire usare il photoshop, ma la cosa può anche essere perdonata, fa parte dei personaggi e potrebbero venire fuori grandi cose per le amanti del borgogna e del viola.

 Sharon & Kelly Osbourne for Mac Cosmetics

Di contro la Smashbox osa spavalda e produce una intera collezione in collaborazione con Santigold, The Santigolden Age, un tripudio di oro, manco a dirlo, luccichii e serpenti, con un rossetto racchiuso in anello piramidale. Un collezione che osa, grida a gran voce che gli anni 80 non sono mai finiti e che la creatività di Santi non ha confini.

 Santigold for Smashbox Santigold for Smashbox

Alla fine dei conti, però, cosa paga di più? Osare con collezioni e testimonial di qualità o la cara e rassicurante anonima modella perfetta?