Lo sapevate? Sapevatelo! *

Prima dell’avvento dell’industria cosmetica e dei suoi prodotti, provenienti da una ricerca che quasi sempre non si fa scrupolo di testarli sugli animali, le nostre antenate si procuravano dalla natura ciò che potesse renderle più belle e desiderabili.
Famose donne avvenenti dell’antichità ci hanno tramandato rimedi di bellezza passati alla storia: dal famoso bagno di latte d’asina, noto ancora oggi per le sue proprietà emollienti e anti-invecchiamento, alla salvia per profumare l’alito in uso nel Medioevo, agli impacchi di zafferano e fiori di lupino che rendevano bionde e lucenti le chiome delle dame rinascimentali.

Una delle ricette per un bagno profumato che renda la pelle tonica e morbida è garantita addirittura da Cleopatra.
Fate bollire in due litri di acqua, per mezz’ora:
– 200  gr di timo
– 300 gr di rosmarino
– 250 gr di lavanda
– 200 gr di origano
– 10 chiodi di garofano
– 5 noci moscate in polvere
Una volta filtrato si aggiunge il decotto nell’acqua del bagno non troppo calda.
Per sedurre il suo bell’Antonio pare che l’alternasse ad un bagno che prevedeva l’utilizzo di orzo, fave, riso e rosmarino, ma sinceramente con questi ingredienti oggi preferirei farmi una zuppa…

Provate invece l’alternativa dolce di Poppea: versate nell’acqua della vasca 250 gr di sale con 100 gr di bicarbonato di sodio e scioglieteli bene. Stemperate in un recipiente 4 litri di latte 1/2 kg di miele ; versateli nell’acqua, aggiungete un bicchiere di olio d’oliva e infine due manciate di petali di rosa.
Entrate nella vasca e rilassatevi per una decina di minuti, cercando di non pensare a quanti biscotti ci si potevano inzuppare, ma piuttosto frizionate all’uscita con una spugna morbida per fare assorbire tutte le sostanze benefiche contenute nell’acqua.

Uno dei più antichi trattati in materia di cosmesi si deve a Trotula de Ruggero, prima donna medico della storia, che nel suo De Ornatu Mulierum (Sui cosmetici) scrive di rimedi per il corpo, di pomate e di erbe medicamentose per il viso ed i capelli e dispensa consigli su come migliorare lo stato fisico con bagni e massaggi.
Ecco un esempio per delle labbra perfette:
“Fa’ bollire miele raffinato, vitalba (una pianta rampicante, ndr), cetriolo e un po’ di acqua di rose, fino a consumarne la metà e con l’unguento ottenuto ungi le labbra durante la notte, lavandole poi al mattino con acqua calda. Questo rassoda la pelle delle labbra e la rende sottile e morbidissima, preservandola da qualsiasi screpolatura, se essa è già screpolata, la guarisce”

La nobile Caterina Sforza, signora di Imola e Forlì, non era solo una donna di straordinaria bellezza, ma anche una studiosa che voleva preservare tale bellezza. Nei suoi Experimenti ci svela il suo segreto per “far le mani bianche et belle tanto che pareranno de avorio”:
“Dai a lungo bollore ad acqua e crusca di grano finchè la mescolanza un poco si addensi. Poscia fai colar l’acqua e ancora calda metti in essa un pomo (una mela, ndr) tagliato in tocchi e quando essa acqua sarà fredda lavatene le mani che resteranno bianche e morbide ed belle vedersi”.

Per terminare, citerò un’altra nobildonna che tanto fece per l’arte culinaria francese e altrettanto per l’annoso problema dei peli superflui, Caterina de’ Medici.
Questa la sua ricetta per un balsamo che depila, rende fine la pelle e toglie le macchie: prendi succo di foglie di cetriolo selvatico e latte di mandorle; mescolali in un vaso con calce viva e ossido di arsenico ridotti in finissima polvere, aggiungi galbano pestato e stemperato con un po’ di vino e lascia cuocere per un giorno e una notte. Quando è ben decotto, togli via il galbano e aggiungi un po’ d’olio, o di vino e di mercurio. Completata la cottura, togli dal fuoco e aggiungi la polvere di queste spezie: resina di lentischio, incenso, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, ciascuna in parti uguali.

Ok, dopo questo scommetto che sarete grate di vivere nel terzo millennio e correrete tutte a prenotare una seduta di epilazione laser!

* Per questo post prendo in prestito lo sgabello di Vulvia.