Un’originale forma di baratto

Abbiamo incontrato per una chiacchierata Maddalena Vantaggi, che ci ha spiegato come trasformare la pratica del riciclo in una straordinaria forma di arte civica attraverso il progetto Rifiuto con affetto.

GM: Siamo curiose di sapere come è nata l’iniziativa e chi si nasconde dietro lo stiloso cassonetto giallo.
MV: Rifiuto Con Affetto nasce a Venezia nel 2007 e precisamente durante il laboratorio d’arte condotto dall’artista cubana Tania Bruguera. L’obiettivo era quello di ideare dei progetti artistici che risolvessero dei problemi, riflettendo sul concetto di utilità dell’arte. Quindi io, Roberta Bruzzechesse e Maria Zanchi, avendo tutte e tre a cuore il problema dello spreco, abbiamo deciso di realizzare un progetto artistico che permettesse di salvare e rimettere in circolazione gli oggetti che ci dispiace buttare via perché sono ancora in buono stato. Ciò che è inutile per noi, può essere utile per qualcun altro. La maniera più semplice per permettere ai cittadini di scambiarsi questi oggetti era quella di creare un cassonetto trasparente dove appunto rifiutare con affetto un oggetto di cui chiunque si potesse riaffezionare. Così è nato Rifiuto Con Affetto, un armadio pubblico che salva gli oggetti in buono stato dalla discarica e dalla distruzione, rimettendoli a disposizione dei cittadini.

GM: Spiegaci che ruolo ha la componente affettiva all’interno dell’iniziativa: che significa “riaffezionarsi” agli scarti?
MV: “Riaffezionarsi” significa affezionarsi di nuovo a un qualcosa al quale qualcun’altro è già stato affezionato. Se io decido di posizionare un oggetto in RCA invece di gettarlo nella spazzatura, vuol dire che comunque provo “affetto” per quell’oggetto. E quindi lo “rifiuto con affetto”, perché vorrei che finisse nelle mani di qualcun altro che se ne “riaffezioni”. Immaginate di far pulizia in soffitta e di ritrovare un vostro vecchio giocattolo. Di sicuro vi dispiace buttarlo via, perché siete affezionati a lui, ma dovete comunque disfarvene. La vostra soluzione quindi è RCA: rifiutandolo con affetto, il vostro vecchio giocattolo non andrà distrutto e finirà nelle mani di qualche bambino che se ne riaffezionerà. Guardate Anna come è soddisfatta della sua nuova vestaglia…

GM: Con che criterio selezionate i punti strategici dove posizionare il contenitore RCA?
MV: Dopo 4 anni di esperienza, abbiamo constatato che il cassonetto funziona meglio se posizionato in luoghi pubblici presieduti. Di sicuro dà ottimi risultati nelle scuole, dove come è facile intuire, c’è un notevole scambio di giocattoli, libri, vestiti, incrementato anche dal fatto che i bambini crescono in fretta. Ma RCA funziona benissimo anche nelle biblioteche, nei centri di aggregazione e nei negozi. E potrebbe funzionare benissimo nei cinema, nei teatri e negli uffici.

GM: Qual è l’articolo che viene “rifiutato” con maggior frequenza?
MV: Devo dire che abbiamo visto veramente di tutto, ma con maggiore frequenza troviamo libri, giocattoli, vestiti, videocassette, musicassette e, come è facile intuire, ogni oggetto che ha una tecnologia superata seppur ancora funzionante.

GM: In un’epoca dominata dall’obsolescenza programmata, che strategie adottare per estendere il ciclo di vita di un prodotto?
MV: Vorrei evidenziare che il vero problema sta nel sistema produttivo. Recuperando la qualità del progetto dell’oggetto, sviluppandone le peculiarità ecocompatibili, la durevolezza e la qualità dei materiale, si otterrebbero oggetti se non eterni, comunque riciclabili all’infinito. Ma è chiaro che certi attori del sistema non sono disponibili a riconvertire le loro modalità produttive. L’obsolescenza programmata è fonte di ricchezza nel mondo usa e getta. Da parte nostra possiamo limitare gli sprechi allungando la vita degli oggetti, non gettandoli via subito quando hanno dei difetti ma cercando di capire se è possibile aggiustarli. E’ poi necessario fare degli acquisti consapevoli, ponendo attenzione alla qualità della fattura e dei materiali. Infine è importante, riutilizzare il riutilizzabile, allungando quindi la vita delle cose con espedienti creativi, magari anche cambiando la funzione di un oggetto. A casa mia ad esempio, il portariviste lo abbiamo fatto con una cassetta della frutta che era stata buttata via.

GM: Quanto è importante la collaborazione tra cittadini e istituzioni locali nel comune obiettivo di sviluppare una progettualità attenta alle problematiche ambientali?
MV: E’ fondamentale. Sono le istituzioni locali che hanno le potenzialità e le possibilità di attivare dei cambiamenti su più larga scala. Il singolo cittadino d’altra parte ha poi il dovere di aderire attivamente. E anche, e soprattutto, di essere lui stesso propositivo. A volte i cittadini, se ben coesi e organizzati, possono essere attori del cambiamento, soprattutto in contesti di politica partecipata.

GM: Che letture ci consigli sul tema del riciclo?
MV: “Recupero Riuso Riciclo” di Rossella Franchino e Antonella Violano, un manuale indirizzato al cittadino che vuole conoscere le buone pratiche in materia di riciclo e come applicarle anche a livello istituzionale. “Meno100 kili – ricetta per la dieta della nostra pattumiera” di Roberto Cavallo, una guida interessante per diminuire la spazzatura prodotta dalle nostre case. “Riciclo per bambini” di Barbara Aldrovandi, per abituare i bambini al riciclo in maniera creativa e divertente ed infine “Storia della bruttezza” di Umberto Eco, per riscoprire la bellezza del “non nuovo” e quindi “riciclato”, da molti ancora concepito come “brutto”.

GM: Avete progetti per il 2012?
MV: Stiamo lavorando sul design del contenitore RCA, con l’intento di migliorare ancora di più la qualità del servizio. Abbiamo inoltre varie realtà che ci stanno contattando per avviare il progetto. Sul nostro sito è comunque sempre possibile leggere le nostre news.