Pictures79

“Strega comanda colore…. BLU! ROSSO! VERDE! GIALLO! ROSA!”.

L’infanzia “arlecchina” di molti trascorreva anche giocando così. C’era chi voleva fare il bullo di turno e sfidava i compagni a trovare il colore “trasparente” o il colore “aria”: non era un grosso problema, ci si inventava il modo di sfiorare anche quelli. Beata innocenza.

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Sara Cwynar ha in qualche modo tramutato il gioco in un progetto fotografico: il suo è uno studio influenzato dal fascino del kitsch, un archivio culturale degli oggetti della nostra quotidianità. Ha ricostruito in immagini uniche il senso dei colori. Color Studies, appunto.

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Un’ossessione maniacale per l’ordine. Praticamente la cocca mondiale di tutte le mamme che ogni giorno lottano contro il disordine dei figli e delle figlie.

MA C’è un MA.

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Per la sua più recente installazione, Sara cambia completamente strategia. O, più che altro, per non rimanere vittima dell’influenza del suo stesso archivio decide di utilizzarlo in modo esaustivo. In Everything in the Studio (Destroyed) condivide e mette in pratica quanto Andy Warhol ha raccontato riguardo al rapporto dell’artista con il proprio archivio: Warhol spiegava di odiare la nostalgia, così piuttosto che tenere attorno a sé i propri ricordi, preferiva riempire scatole intere di oggetti e conservarle in New Jersey prima di disfarsene completamente. Non poteva e non voleva vivere con quanto aveva accumulato negli anni ma non poteva allo stesso modo sbarazzarsene nell’immediato. Questo progetto è la versione di Sara dello stesso concept: l’influenza di un archivio nella pratica della propria arte è forte e importante ma può diventare soffocante. 

Blue Vanitas

Sara, mi sa che abbiamo qualcosa in comune.