Colored Food 1758a

© HENRY HARGREAVES

Qual è il vostro comfort food preferito?

Se siete indecisi sulla risposta e in cerca di ispirazione fino al 24 Novembre potreste recarvi al Museo della Follia di San Servolo: è qui che troverete allestita la prima personale europea di Henry Hargreaves, fotografo neozelandese, famoso proprio per la sua ricerca legata alle immagini e agli alimenti.

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

Il percorso espositivo è inedito e si sviluppa su più direzioni: il comfort food è inteso come cibo dell’anima che segna il momento, assiste, consola, rafforza. Dalle scelte eccentriche delle grandi pop star prima di esibirsi sul palcoscenico (Band Riders), all’ultimo pasto vissuto come ultimo desiderio di familiarità e serenità dei reclusi in attesa nel braccio della morte delle prigioni statunitensi (No Seconds).

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

Gli scatti ormai già iconici dell’ex modello Hargreaves rimangono però quelli di iPhone e iPad fritti, pizze incendiate e pancakes arcobaleno: la spettacolarizzazione del cibo che fa impallidire ogni scatto alimentare che vive su instagram e che tra i tag sfoggia un quanto improbabile #foodporn, anche se si tratta solo dell’ennesimo cupcake. (No, non si tratta di un mea culpa).

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

Per rispondere alla domanda iniziale: nel mio caso il brodino (quello buono, fatto dalla nonna con la pentola a pressione e la verdura vera) con la pastina (se stelline ancora meglio) vincono sempre.

© HENRY HARGREAVES

© HENRY HARGREAVES

Ps. C’è un’iniziativa molto interessante legata alla mostra, che vi riporto paro paro qui:

Henry Hargreaves, No Seconds – Comfort Food e Fotografia, oltre alla mostra e agli eventi live, si propone anche al pubblico della rete con un movie contest dal titolo L’Ultimo Desiderio il cui obiettivo sarà quello di spingere i partecipanti a trovare e presentare, scavando nella memoria, il proprio piatto “ultimo desiderio”. Una commissione sceglierà fra i più votati dalla rete i tre food videomaker che hanno meglio interpretato il tema e che saranno chiamati a partecipare agli eventi organizzati a San Servolo dove, assistiti da un team di chef professionisti e mentre scorrono le immagini dei loro video, potranno far degustare al pubblico il loro “piatto dell’anima” in un mix esperienziale coinvolgente.

Ulteriori informazioni: contest.artmovie.it