© Davide Luciano e Claudia Ficca, 2013

© Davide Luciano e Claudia Ficca, Meals Interrupted, 2013

Ce ne siamo accorti tutti: il cibo va di moda. Dai programmi televisivi, ai foodie blog alle immagini che viaggiano sui social media, il nostro appetito per le immagini è vorace. Il cibo ha sempre più a che fare con gli occhi e un po’ meno con la bocca. Per questo, lo Huston Museum of Fine Art ha recentemente dedicato una mostra al cibo nella fotografia, curata da Natalie Zelt, dal titolo See Food: Contemporary Photography and The Way We Eat. Avventurarsi nel mondo del Food Photography è come lanciarsi in una piscina piena di miele – nudi, e siete allergici oltre che diabetici. Insomma, per capirci, un’azione kamikaze! Non se ne esce più perché le immagini sono infinite e nel selezionarle non vorreste cadere nei cliché o dimenticare qualche vocabolo anglosassone che riassume con una semplice parola quello che avete cercato di spiegare in cinque estenuanti righe. Target dei desideri, il cibo esaudisce le nostre voglie. Cercato, preparato e cucinato, passerà poi attraverso i denti, triturato, masticato e inghiottito. Ma tutto questo proliferare d’immagini sarà foodporn o possiamo parlare piuttosto di foodcrime?

© Stephen Shore, Chinese Food, circa 1970

© Stephen Shore, Chinese Food, circa 1970

© Stephen Shore, Trail's End Restaurant, Knab, Utah, August 10, 1973

© Stephen Shore, Trail’s End Restaurant, Knab, Utah, August 10, 1973

Il fotografo americano Stephen Shore è stato uno dei primi a fotografare il cibo negli anni ’70 dandogli l’estetica del quotidiano che ora non può non farci pensare a Instagram, seguito dall’altro big, inglese, Martin Parr che cercava nel cibo gli stereotipi nazionali più diffusi, dal British tea al sandwich americano al cioccolato svizzero.

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

© Martin Parr, G.B England, from British Food, 1995

Jonathan Blaustein nella serie The Value of a Dollar vuole mettere a nudo il cibo e mostrarlo dietro l’artificio, senza il packaging e senza effetti di spettacolarizzazione tipiche della pubblicità, per riflettere sul potere e la natura seduttrice del mezzo fotografico stesso. “Millions, if not billions of advertising dollars are spent annually to photograph food and obfuscate reality. Fast food conglomerates are certainly the worst culprits, but everywhere we see glamorized versions of what we eat. Each image represents one dollar’s worth of food purchased from various markets in New Mexico. ” – spiega.

© Jonathan Blaustein, 2008-2010

© Jonathan Blaustein, 2008-2010

© Jonathan Blaustein, 2008-2010

© Jonathan Blaustein, 2008-2010

Davide Luciano insieme alla moglie Claudia Ficca ha realizzato Meals Interrupted, una serie fotografica in cui i tavoli da pranzo sono bruscamente interrotti da eventi catastrofici, come uno sciame di api, un incendio, un omicidio, una pioggia devastante. L’evento blocca il pranzo in maniera irrevocabile. Nella serie Gourmet Mouse Traps si immaginano trappole per topi decisamente sofisticati. L’idea gli è venuta osservando una pubblicità di formaggi. La serie include dieci mini piatti, questo il menù: Strawberry Cheesecake, Bagel & Lox, Cheese Board, Grilled Cheese, Spinach and Ricotta Lasagna, Bagel & Lox, Nachos, Onion Soup, Mac & Cheese, Pizza, and Poutine.

© Davide Luciano e Claudia Ficca, 2013

© Davide Luciano e Claudia Ficca, 2013

© Davide Luciano e Claudia Ficca, 2013

© Davide Luciano e Claudia Ficca, 2013

© Davide Luciano e Claudia Ficca, 2013

© Davide Luciano e Claudia Ficca, 2013

Beth Galthon insieme alla food stylist Charlotte Omnes ha realizzato la serie Cut Food, in cui ha diviso i cibi a metà, alcuni senza manipolarli, come noodle, doughnut e uova sode, altri (specialmente gli alimenti liquidi) con aggiunte di gelatine fissanti in modo da rendere le sostanze immobili.

© Beth Galthon, 2013

© Beth Galthon, 2013

© Beth Galthon, 2013

© Beth Galthon, 2013

© Beth Galthon, 2013

© Beth Galthon, 2013

Nella serie Garden of Eden Andrzej Maciejewski ripensa alla frutta e alla verdura protagonisti delle nature morte dei dipinti fiamminghi del sedicesimo secolo, come se fossero arrivati oggi sul tavolo ancora incelofanati direttamente dal supermercato.

© Andrzej Maciejewski, 2011

© Andrzej Maciejewski, 2011

Nell’era del compost, Nigel Shafran si concentra sul contenitore dell’umido e in Compost Pictures documenta i rifiuti che vi si accumulano giorno dopo giorno, in una serie delicata che parla del tempo e dell’essere organico.

© Nigel Shafran, 2010

© Nigel Shafran, 2010

© Nigel Shafran, 2010

© Nigel Shafran, 2010

Anche Damaris Booth in Britain’s Dinners pensa allo scarto e dice d’essere affascinato dalla trasformazione del cibo: “I am intrigued how food can be rapidly transformed from being necessary and desirable to unwanted and repulsive“.

© Damaris Booth, Chinese, from Britain's Dinners, 2012

© Damaris Booth, Chinese, from Britain’s Dinners, 2012

Corey Arnold è fotografo e commerciante di pesce in Alaska, ha documentato la pesca del salmone nella Bristol Bay e dal 2005 lavora alla serie Fish Work fotografando navi da pesca in tutta Europa, questa in particolare è in Norvegia.

© Corey Arnold, Fish Work Norway, 2008

© Corey Arnold, Fish Work Norway, 2008

© Corey Arnold, Fish Work Norway, 2008

© Corey Arnold, Fish Work Norway, 2008

© Corey Arnold, Fish Work Norway, 2008

© Corey Arnold, Fish Work Norway, 2008

Per finire, il racconto breve di Lydia Davis ci illumina e ci fa guardare dalla parte del pesce, nella relazione con la donna che lo ha appena cucinato. Il racconto si intitola Il Pesce e si trova nel libro L’Inventario dei desideri (2012), la donna potrebbe essere questa qui sopra: “Sta davanti a un pesce e pensa a certi irrevocabili errori che ha commesso oggi. Adesso il pesce è cotto, e lui e lei sono soli insieme. Il pesce è per lei – non c’é nessun altro in casa. Lei, però, ha avuto una giornata problematica. Come farà a mangiare questo pesce messo a freddare su una lastra di marmo. Eppure il pesce, a sua volta, immobile com’é, disarmato delle sue spine, spogliato della sua pelle argentea, non è mai stato così completamente solo come ora: violato in modo definitivo e osservato con occhi stanchi da una donna che ha commesso l’ultimo errore delle giornata e gli ha fatto questo“.