Mein Italien: fotografie di Gina Lollobrigida.

Sì, ho tentato di stupirvi con un’immagine e un titolo ad effetto. Il perché, è abbastanza chiaro: Luigina Lollobrigida, detta Gina, classe 1927 e originaria di Subiaco, per me è sempre stata uno dei simboli del cinema italiano degli anni ’50 e ’60, la donna che corrispondeva ai canoni di bellezza del tempo. Stop.

E invece, un giorno primaverile di qualche anno fa, mentre girovagavo tra le bancarelle di un mercatino berlinese mi sono trovata di fronte ad una scoperta alquanto rivoluzionaria: “Mein Italien”, versione tedesca del libro pubblicato dalla Lollobrigida nel 1973, frutto di un lungo percorso da fotoreporter.

La signora ha girato l’Italia grazie al cinema più volte e in lungo e in largo e ne ha documentato bellezza e particolarità, in una sorta di indagine sociale e culturale. Dalla Roma innevata con i pretini che si tirano le palle di neve davanti a San Pietro (ciao Alemanno! sì a Roma ogni tanto nevica!), ai bambini che giocano, dagli innamorati nei parchi alle famiglie in vacanza. Per lo più bianco e nero intervallato da qualche foto a colori sgargianti. Contrasti dell’Italia e della sua gente, personaggi famosi.

C’è anche Vicenza, la mia città, in uno scorcio della Villa Rotonda.

Fotografie che mi trasmettono un’energia incredibile: la Lollobrigida è una donna che non si è fermata ad un solo ruolo, quello di attrice cinematografica, ma che ha cercato di viverne tantissimi altri durante la sua vita. Sarebbe un piacere per me poterla incontrare un giorno e dirle che quel libro è una degli oggetti più cari che possiedo.

Gina scrivimi!