The Brown Sisters

La difficoltà di organizzare un ritratto di famiglia sembra non aver minimamente sfiorato il nostro Nicholas Nixon, che per ben 25 anni ha ritratto la moglie e le tre sorelle nella stessa identica posizione, anno dopo anno, costruendo un percorso visivo intimo e familiare. La prima volta che ho avuto la fortuna di vedere queste fotografie mi trovavo a Colonia, al Museum Ludvig, e stavo visitando una mostra che ha decisamente segnato la mia esistenza, in particolar modo il mio approccio alla fotografia. “Cruel and Tender – Fotografie und das Wirkliche” è un libro che ancora oggi potreste trovare sul mio comodino, se passate a trovarmi.

Le fotografie delle sorelle Brown mi sono ritornate in mente durante il weekend appena passato, quando ho realizzato che volevo fare uno di quei ritratti di famiglia un po’ in posa (ma un po’ anche no), qualcosa di non estremamente formale, ma significativo: praticamente un’impresa impossibile. Ci penso da un po’ di tempo, sono sicura che è qualcosa in cui mi vorrei cimentare: sarebbe meraviglioso poi ripetere il rituale ogni anno, avere una continuità. In queste foto le sorelle sono sempre più vicine, si abbracciano sempre più forte: i loro visi rimangono in qualche modo immutati e allo stesso modo sono specchi del passare del tempo. Sono bellissime.

Nel mio caso non si tratta di coordinare quattro elementi ma ben quindici persone, che sanno stare ferme in un unico posto solamente quando mia nonna porta in tavola il pasticcio e la faraona con le patate al forno. Forse che il nostro ritratto di famiglia si farà a tavola? Sicuramente potrebbe essere la soluzione vincente se voglio un’immagine al naturale, non molto posata e che rappresenti il quotidiano. Magari invito a pranzo anche loro, le sorelle Brown, e perché no, pure Nixon: è stato così metodico e preciso che sicuramente avrà qualche dritta per la sottoscritta. E alla farona della mia nonna non si dice mai di no.