A Berlino abitano tantissimi italiani, non è un mistero.

Basta camminare per strada, cercare un ristorante nella Torstrasse, fermarsi a bere un espresso (attenzione a non dire Kaffee se volete evitarvi un beverone) per rendersene conto.

Tra tutti i nuovi berlinesi in città, alcuni sono piú visibili, altri piú nascosti e non sempre per una vocazione all´anonimato. Ci sono – ovunque, non solo a Berlino – persone che continuano le proprie attività senza necessariamente cercare un riflettore sotto cui stare: secondo me, spesso, é proprio lí che si nascondono piccoli tesori.

Uno di questi per me è Matteo. L´incontro con lui è stato abbastanza pratico: siamo diventati vicini di casa e tra uno scambio di chiavi per badare alle piante, un caffé pomeridiano e un aiuto con il sito, ho scoperto le sue foto.

Molte sono foto di viaggio, molte di Berlino anche quando – in tempi non sospetti – il suo trasferimento nella capitale non era ancora stato concepito. Mi riferisco per esempio alla polaroid scattata davanti alla Porta di Brandeburgo in una tipica giornata uggiosa; doveva far freddo quel giorno, visto l´abbigliamento di chi visita in quello scatto il famoso monumento.

Questa polaroid fa parte del progetto “I was there”, dove i nostalgici formati si trasformano in cartoline – ricordi di viaggio – che lo stesso fotografo spedisce a sé stesso: per me, un´abitudine ad altissimo concentrato di poesia.

06_c_klope_photo_matteo_avanzi

Gli scatti di Matteo sono piccoli frammenti di vita quotidiana a Berlino: particolari che possono sfuggire quando si  percorrono le stesse strade o angoli cosí conosciuti da diventare trasparenti. Come tutte le fotografie, sono il punto di vista unico e speciale di chi le scatta.

E in questo caso io riconosco la mia Berlino.

matteo 5 matteo 4

matteo 3    matteo 2

Le fotografie di Matteo Avanzi si trovano qui e sulla sua pagina flickr.