Un anno si chiude. Uno nuovo ha inizio. Bilanci, considerazioni, prospettive, progetti. Mai come in questo periodo dell’anno si guarda avanti. E indietro. Si vede ciò che si è fatto e si stabilisce e pensa a ciò che si farà. Normalissimo. Anche sano direi. Ma per toglierci quell’ombra di ansia che accompagna questo delicato passaggio, credo sia importante, davvero importante, ricordarci che il momento più determinante, che fa davvero la differenza tra ciò che è stato e ciò che sarà, è esclusivamente il momento presente.

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CERCHIAMO DI VIVERE DANDO SIGNIFICATO AD OGNI NOSTRO ATTIMO PRESENTE.
È infatti ciò che viviamo, nel momento stesso in cui lo viviamo, che fa la differenza. Le emozioni che accompagnano quello che può essere un piccolo gesto del quotidiano, anche il più banale. Non abbiamo bisogno di andare alla ricerca di importanti traguardi nella vita per essere felici. O, viceversa, potremmo riuscire a raggiungerne tanti di obiettivi e non essere mai soddisfatti comunque. Cosa fa la differenza?
Il nostro essere presenti a NOI STESSI nel momento in cui un gesto, un’emozione, una vittoria o anche una sconfitta la stiamo attraversando e vivendo. Autorizzarsi a riconoscere ciò che è importante PER NOI, e non per la società, ci aiuta a creare una strada nella quale ogni passo sarà fatto fedelmente secondo ciò che ci aiuta a stare bene. E per ognuno può essere diverso questo.
L’importante è ascoltarsi. Cercando di allontanare ansie e pregiudizi, cercando di non correre con la testa avanti o indietro, per non far sì che la sensazione sia che è troppo presto o troppo tardi per fare qualcosa. Ecco. Il tempo passa.

Da questo non scappiamo. Il tempo passa per tutti. Ma se ci concediamo di vivere OGNI SINGOLO ATTIMO in maniera PIENA, in contatto con le nostre emozioni autentiche, spontanee, come fanno i bambini nella loro sapiente ingenuità, ecco, allora possiamo percepire come ogni singolo momento in realtà è eterno. Perché quello, così come lo stiamo vivendo, non ce lo toglie nessuno. Auguro a me stessa e a voi davvero di riuscire in questa facile e difficile impresa.

Per dare più spessore a tutto ciò mostro qui di seguito un video che mi ha molto colpito:

Cento anni di vita racchiusi in 150 secondi.
Racchiudere la vita umana in due minuti. Catturando ritratti di persone che hanno da 1 a 100 anni. Nell’ottobre del 2011, il registra Olandase Jeroen Wolf cominciò a girare nelle strade di Amsterdam con una telecamera in mano, chiedendo ai passanti se poteva filmarli mentre dicevano la propria età. L’obiettivo era riprendere 100 persone per ogni anno di età, da 1 a 100. Il risultato è davvero poetico e fa riflettere sulla brevità del tempo a nostra disposizione, ma anche sulla bellezza di ogni stagione della vita umana.
Un’idea semplice e bellissima che davvero colpisce al cuore.

Voglio chiudere accompagnata dalle parole di questo grandissimo poeta, Fernando Pessoa, di cui riporto due delle sue poesie. Buon anno a tutti, buon inizio, ma soprattutto BUON PRESENTE ad ognuno di noi, con l’augurio di non rimandare più una felicità ad un momento seguente.

Restano tre cose (F. Pessoa)
Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.

Guardando i bambini l’anima mia si rallegra (F. Pessoa)
Quando i bimbi giocano
e li odo giocare
qualcosa nella mia anima
comincia a rallegrarsi
e tutta quell’infanzia
che non ebbi mi viene
in un’onda di allegria
che non fu di nessuno.
Se chi fui è un enigma,
e chi sarò visione,
chi sono almeno questo
senta nel cuore.

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