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Ho due gatti. A volte rimango incantata ad osservare la loro capacità di saper godere del dolce far nulla. La loro naturale propensione al saper rispettare i propri bisogni. I propri spazi. Il non aver perso quell’immediata istintività caratteristica di chi non si preoccupa di dover compiacere l’altro. Riconoscere il proprio bisogno. Qualcosa che in ognuno di noi dovrebbe essere naturale e che invece molto spesso non è. Nessun senso di colpa. Nessuna ansia. Parole dal senso sconosciuto per un gatto. Io li guardo e loro socchiudono gli occhi, beati. Si stirano un po’ e si rotolano dall’altra parte. Vivono il presente, la loro scelta può essere il divano, il letto, il parquet caldo. Così contemplativi. Assorti. In assenza di domande sul futuro si godono la vita. Il “qui e ora” caratterizza il loro assoluto. Vivono sereni? Sì, penso di sì. Il fatto è che viviamo in una cultura che toglie importanza e significato al presente. “Risparmia per il futuro”. ”Pensa al domani”. “Calcola le conseguenze”. ”Non essere edonista”. ”Metti da parte”. Ma perché? Per chi? E soprattutto per quando?

In questo modo in realtà, rimandiamo al domani una felicità che ci sfugge di continuo. Ma la vita è veramente tutta un rinvio? Se c’è qualcosa che incuriosisce i miei gatti loro si alzano e vanno a guardarla. Non si chiedono se possono o non possono farlo. Se è giusto o sbagliato in quel momento. Se è scortese. In loro la correlazione stimolo-risposta è lontana dai filtri delle convenzioni e delle paure. Se miagolano non si chiedono se lo stanno facendo bene o male. Se corrono non si bloccano a pensare se lo stanno facendo all’altezza delle aspettative di chi li sta guardando. Lo fanno e BASTA. Hanno una vita migliore della nostra? Questo non lo so, ma con molta probabilità sono più sereni. Autentici e fedeli ai loro istinti. Quelli veri.

Ora dunque, li continuo ad osservare e voglio prendere da loro questo: sì, forse non sapranno mai commentare un libro, o recensire un film, ma se una farfalla gli passa vicino loro si alzano di scatto e cominciano a giocare, a divertirsi, a rincorrere quei colori, senza chiedersi quanto durerà o come andrà a finire. Senza pensare vivono della sensazione di quel momento. Pieno. Ecco. Forse questo lo possiamo imparare da loro.

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Allora adesso, almeno per un attimo, immaginiamo di vivere una vita completamente nuova in cui siamo liberi di esprimerci come vorremmo, di essere chi davvero siamo, senza più dipendere da quello che gli altri pensano, senza la paura di essere all’altezza di qualcuno o di qualcosa, immaginiamo almeno adesso, in questo preciso momento, di poter fare o dire qualcosa che ci permetta di esprimerci e di rischiare di esplorare la vita. Senza paura, sensi di colpa, senza vergogna, senza rimpianti. Amando le nostre emozioni cosi’ come sono. Perché non esistono le emozioni giuste e le emozioni sbagliate. Immaginiamo di poter gioire realmente della vita essendo semplicemente noi stessi. Di vivere questa realta’ personale. Senza la paura di sbagliare. Semplicemente fedeli a noi. Alle nostre sensazioni. Fidandoci di noi. Dei nostri istinti. Di quello che proviamo, nel momento stesso in cui lo proviamo. Ecco. Questo modo di vivere è possibile ed è possibile ADESSO. E in ogni singolo momento.

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Photo Credits: Gatto Mimmo