Avevo letto la notizia diversi giorni fa. E avevo deciso inconsciamente di rimuoverla dai miei ricordi. Già, avevo sentito della decisione di girare un remake di Mary Poppins, anzi no. No, mai. Non è vero, non l’ho sentito e non è mai successo. Ho subìto timeline piene della poker face di Julie Andrews facendo finta di nulla, immaginandomela a bordo piscina a bere un grosso Martini per dimenticare questa orribile notizia, magari canticchiando fra sé e sé “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”.

E mentre io ignoravo quanto stava accadendo, il Telegraph riportava che i bookmakers erano già lì con le scommesse pronte su chi sarà il nuovo volto della nostra cara nanny: Anne Hathaway, Kate Winslet o Carey Mulligan. Ricordate questi nomi, vi sarà tutto più chiaro al punto 3 giù in fondo.

Poi apro Hello Giggles (che conferma l’ipotesi Hathaway, molto accreditata probabilmente per le sue doti canore accompagnate da rasatura a pelle, denti cavati e diverse malattie inguaribili che le hanno consegnato un Oscar) e le prime righe del pezzo mi fanno sobbalzare: “It’s time to face the facts and accept that soon, we’re going to see a brand new Mary Poppins on the big screen.”

Face the facts? Accept?

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Ecco, no, io non posso sopportare un remake di Mary Poppins. E i motivi sono semplici:

1) I REMAKE FANNO SCHIFO

Soprattutto quando riguardano film leggendari (del mio tipo di leggendario). Avete mai visto Dirty Dancing 2? Ecco, io l’ho fatto e gli occhi mi sanguinavano al minuto 2. Vi dico solo che è ambientato nella Cuba pre rivoluzione, che lei è americana alta 1,80 e lui cubano alto 1,60 (e dal peso di 50 chili, probabilmente). Si salva solo il padre di lei, John Slattery famoso ubriacone di Mad Men. Ma ricordiamoci che il padre di lei nel Dirty Dancing unico originale e inimitabile è Jerry Orbach, ancor più mitico Lennie Briscoe di Law & Order. I remake li accetto solo se il film di prima faceva schifo e rifacendolo l’hai migliorato. Raro, molto raro.

2) NON ACCETTO LA FINE DELLA FRIENDZONE FRA MARY POPPINS E BERT

Sono l’esempio più concreto, since 1964, della FRIENDZONE. E dovete lasciarli così, lì, in quel limbo di sguardi e sorrisetti. Invece sono certa che un remake del 2015 tirerebbe sicuramente fuori del torbido fra i due. Almeno un bacetto, una coccola. È semplicemente sbagliato. Non fatelo. Mai.

3) SAVING MR. BANKS CI BASTAVA E C’AVANZAVA

Non è stato facile accettare un film che mette in discussione tutto quello che hai sempre pensato su Mary Poppins. Che è un film per bambini, che ci sono i pinguini che ballano e le gare di cavalli della giostra. Che c’è un tizio con una gamba di legno di nome Smith e che se canti abbastanza bene insieme a un pettirosso la tua camera si metterà in ordine in men che non si dica. Saving Mr. Banks è un film pazzesco e, superando la paura iniziale, mi ha fatto scoprire la vera anima della storia della famiglia che vive in viale dei Ciliegi. Non è una storia luminosa ma anzi, cupa e piena di ostacoli. Il riscatto arriva nell’amore sconfinato per i figli (non è loro che devono essere salvati, dice la scrittrice, è il padre che deve salvarsi) e nella decisione di mollare tutto e andare al parco per giocare con l’aquilone (sulla scena dell’aquilone ho pianto).

In breve: ok, avete capito che la VERA storia di Mary Poppins è piaciuta. Complice un cast che va da Tom Hanks a Emma Thompson, da Ruth Wilson a Colin Farrell fino a Paul Giamatti e Jason Schwartzman. E allora fatene un musical, portatela nei teatri, chiamatela Mary Poppins la storia vera che la sua scrittrice avrebbe voluto fosse proprio così.

Ma no, non il remake. Sopportiamo Cinderella con la vitina di vespa, la Bella e la Bestia con Vincent Cassel, ma nessuno mette Mary Poppins/Julie Andrews in un angolo.