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KEREN CYTTER, Avalanche – Galleria Raffaella Cortese, Milano

Questa notte ho sognato di essere in casa mia, ma non era realmente casa mia, parlavo con un amica che aveva le sembianze di una sconosciuta e le altre persone attorno a me erano senza volto, lo scenario cambiava di continuo e il filo logico della storia era incomprensibile.
Ho provato la stessa sensazione quando ho visto i video di Karen Cytter.
Lunghi monologhi, voci fuori campo, ripetizioni, suoni e sottotitoli spesso non sincronizzati alle immagini, una narrazione frammentaria tipica della fase REM.

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Avalanche (2011) è composta da quattro video Ducks and Women, Francophile, Lonely Planet e Chain Review, per un totale di 32 minuti, in cui vengono svelate scene di vita quotidiana tra Simon e la sua ragazza senza nome, tra episodi di sesso, violenza domestica, flashback ed esplosioni.
Più tardi nel video appaiono altri personaggi. Tre gruppi di persone in una strada di Berlino: il primo gruppo discute sulle le sue capacità tecniche nell’uso della macchina fotografica, altri uomini si confrontano sui meriti di trasferirsi a Berlino e, infine, rivediamo Simon e la sua ragazza impegnati in combattimento. Tutto sempre discontinuo e illogico, una valanga di situazioni, di citazioni cinematografiche e momenti di vera soap opera, valgono la visita in galleria.

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Una seconda parte della mostra è dedicata a un’esperienza di “maratona di poesia”.
Konstrukion, il titolo del video, è nato dall’esperienza di Keren Cytter alla Mai Thai University, una “innovativa scuola di poesia” con sede a Berlino.
Nel video i partecipanti vivono 48h in totale stile bohémien, alcool e poesia e le loro conversazioni sono frammenti delle poesie stesse.

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KEREN CYTTER “Avalanche”
Fino al 3 dicembre 2011
Galleria Raffaella Cortese
Via Stradella, 7 Milano