Londra, musica divina.


Il confine tra sacro e profano è più labile di quanto sembri, e nel paese che è anglicano perché – tra le altre cose – un re si era stufato di dormire con sua moglie e voleva quell’altra, ciò può avere tanti significati. Limitiamoci a quello più edificante: e cioè che la meraviglia del creato si esprime nell’armonia di un canto gregoriano così come in una canzone pop perfetta; nel tramonto come in un buona fetta di torta; nelle arcate gotiche di una cattedrale come nell’armonia di colori di un quadro astratto.
E’ nota a molti l’esistenza in tutta Europa di chiese sconsacrate e riconsacrate a luoghi di divertimento, come discoteche, ristoranti o caffè. The Tabernacle a Notting Hill, Londra, calza l’esempio. Sorseggiando un vodka lemon ho assistito qui ad un bellissimo concerto dei Guillemots.

Ma è anche risaputo che le chiese protestanti, attive e consacrate, ospitano spesso eventi non strettamente religiosi, come mercatini, corsi di ceramica, concerti di musica classica, mostre di arte sacra e non. St Martin in the Fields, ad esempio, a un passo dalla National Gallery e dalla colonna di Nelson in Trafalgar Square a Londra, è una centralissima, visibile e nota evidenza di ciò.
Un pò meno usuale è che una chiesa regolarmente officiante ospiti eventi legati alla cultura giovanile indipendente e d’avanguardia. Ad esempio, l’etichetta Communion (sì lo so ne ho già parlato e no non mi pagano), nonostante il nome, non ha nulla di religioso, ma forse il pastore di St. Stephen’s church o il sacrestano di St. Pancras’ sono stati tratti in inganno, e hanno dato loro il permesso di organizzare tra le sacre mura concerti di musica folk e non solo, e addirittura un festival, Bushstock, la cui prima edizione si è tenuta quest’anno a giugno. Niente inni satanici o assoli heavy metal, certo; si trattava per lo più di banjo, chitarre acustiche e angeliche voci. Ma quando mai l’avanguardia musicale è stata accolta nelle nostre parrocchie? E’ raro trovarla anche alle Feste dell’Unità. Io, voglio farmi anglicana.

Concerto di Ben Howard a St Stephen's Church