Se parlo di Venezia e di velluto stampato, non è detto che mi stia riferendo per forza a Fortuny. Esistono infatti stampe veneziane di altra natura, e parlo sempre di velluto stampato a mano, ma i soggetti questa volta variano, sono grotteschi, e vanno dal ratto, o più comunemente chiamato “pantegana” fino all’oramai sdoganato teschio. Tra le sue creazioni più conosciute e amate dalle celebrità del mondo dell’arte e dello spettacolo, tra cui Elton John, ci sono le sue giacche di velluto stampato, appunto, pezzi unici e sartoriali. Sto parlando della designer e artista Fiorella Mancini.

Vado a curiosare nel sito di Fiorella Gallery e vengo accolta da una scritta che dice “SII PAZIENTE, E PRENDITI UN MINUTO PER PENSARE ALLA TUA VITA.” Non sarà un caso penso. Dedico le mie illustrazioni a una donna bizzarra e coraggiosa, che a suo tempo scandalizzò in tutti i modi la Venezia benpensante degli anni Ottanta, con le sue feste leggendarie e parate in maschera sul Canal Grande; che fosse a cavallo di un gigantesco ratto, o indossando maschere di volatili imbalsamati.

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“I love Venice”, Mariuska

“I vestiti sono come delle maschere, ci proteggono dalla realtà” dice Fiorella, e questo spiega molte cose; perchè la sua moda provocatoria e irriverente, è del resto come la vetrina della sua boutique ci vuole mostrare, una reazione alle paure e ai tabù della società, agli eventi imprevedibili della vita reale, in un angolo della citta che non è più tranquilla, dove i passanti e i turisti vengono colti da ondate di luci colorate al neon e tante altre bizzarie che la Fiorella Gallery espone in Campo S. Stefano.

Questa boutique dall’atmosefera pop-surreale è un miscuglio di arte, moda, design e follia. Arredata con i pezzi rari provenienti dalla collezione privata della stilista, da Gaetano Pesce a Ettore Sottsass, e include le installazioni quali i Dogi dal corpo femminile e tacchi alti, dell’artista australiano Rod Dudley.

Del resto l’abito è una protesi irrequieta, a contatto con la pelle nuda, e per Fiorella questo non poteva essere altro che un contatto invadente, scenografico e rivelatore, che maschera e smaschera allo stesso tempo. Non risparmia nemmeno i Santi e le Madonne, che beffeggia e dissacra; quanto al corpo, deve essere statuario, non importa che sia nudo o vestito, è pur sempre un corpo enfatizzato ed “è un gioco”, e poi bustini femminili che spurgano viscere sanguinolente, ossa e giocattoli senza senso, abiti esposti su scheletri-manichino, e ancora, scritte provocatorie al neon oppure ricamate sul tessuto.

La sua moda ha uno stile unico, erotico e sensuale, che attraverso il suo approccio artistico celebra la sessualità, la trasgressione, le credenze, i feticci, le paure e le malattie moderne. Capo iconico della stilista veneziana di adozione, è il perizoma con la scritta paillettata che segna la virilità maschile con su scritto “Fuck your life”.

La moda ha il potere di trasformare il banale in originale, il kitsch in chic, il trash in raffinatezza; quello che neanche il trash… diventa Fiorella Mancini.

Se qualcuno mi chiede qual’è il mio luogo preferito a Venezia io rispondo: a Venezia il posto è ovunque. Sulle scale dei palazzi, tra campi e campielli, nelle calli, sui ponti…e poi chiaro, un giro dentro Fiorella Gallery.

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“Fiorella Mancini”, Mariuska

Later,
Mariuska

 

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La moda illustrata da Mariuska lo trovate qui