L’autunno scorso ho ospitato per due giorni Cristina Portolano, un’illustratrice napoletana. Di ritorno da New York abbiamo passato due giorni interi interi a parlare di Tinder, fotografia e relazioni umane. Ho voluto racchiudere in poche righe questo tempo trascorso con lei, dopo averla conosciuta a una delle mille presentazioni in giro per l’Italia del suo libro. Dopo il successo di Quasi Signorina, il libro a fumetti autobiografico, l’illustratrice Cristina Portolano è pronta a sfornare il secondo libro!

Cosebelle: Quali sono le ispirazioni di Cristina per Quasi Signorina?
Cristina Portolano: Mio padre, Ciro, era fotografo, grafico e questa fotografia è stata l’ispirazione per i colori di Quasi Signorina, quei trenta sulla torta erano in realtà gli anni di mia madre. L’ispirazione proviene da quell’ambiente familiare, negli anni Ottanta a Napoli. Fondamentalmente perché prima di internet l’infanzia era felice. Questo fumetto nasce da questa necessità di raccontare, dopo l’analisi di quello che sono, del come sono sopravvissuta dai bulletti della scuola, alle prime cotte, il primo ciclo.

CB: Quali sono i temi principali?
C: Le tematiche universali che tutte le ragazzine hanno vissuto. Già dalla scelta dei nomi dei capitoli c’è l’intenzione di una macrostruttura di una vita intera. I titoli seguono la cronologia della vita di una persona, come delle tappe obbligate.

CB: Spesso nel libro ricorre il topic delle mestruazioni, ricordando l’imbarazzo, gli insulti degli altri ragazzi, i dubbi tra le amiche. Tratti temi che vanno oltre i tabù culturali, domande che tutte le ragazze si pongono ma che raramente troviamo nei libri. Ti consideri femminista?
C: Nel mio quotidiano lo sono. Non voglio essere inserita in cliché, non sono un’attivista ma attraverso quello che faccio, quello che scrivo, come penso, cerco di trattare tematiche importanti. Non voglio però essere categorizzata. Alla fine sei femminista ma non lo dici, perché a volte non c’è bisogno di dirlo, basta fare le cose.

CB: In Quasi Signorina c’è in allegato una playlist, ascoltabile attraverso il QRcode. La musica è un elemento importante?
C: Consiglio di ascoltare la mia playlist durante la lettura è un atto di generosità che nessuno fa. Questa è la stessa playlist che ascoltavo per entrare nel mood mentre scrivevo e disegnavo Quasi Signorina. La melodia ti dà l’incipit, ti inserisce in un immaginario, in questo modo fornisco al lettore le basi per un’esperienza completa. A me personalmente manca una colonna sonora nella lettura dei libri. La cosa più semplice che ho potuto fare è stato inserire un codice QR legato alla playlist Spotify per immergerti negli anni in cui è ambientato il libro. In questo modo, anche per chi non è mai stato a Napoli, riesce a inserirsi nei luoghi e negli spazi della mia adolescenza.

CB: Per quanto riguarda il tuo secondo libro, Non So Chi Sei, in uscita il 19 ottobre, quali temi hai trattato? 
C: Ho iniziato questo libro mentre viaggiavo per presentare il primo, quindi gli originali sono delle pagine di quaderno Tiger da 4 euro. Ho pubblicato le primissime tavole sulla piattaforma PATREON che adesso è diventata la mia palestra e dove ogni settimana pubblico delle cose. In Non So Chi Sei ci sono diversi temi ma quello principale è la riscoperta di una propria sessualità, l’intimità e la conoscenza dell’altro attraverso l’utilizzo delle app (come Tinder) e il corpo come strumento di piacere e appagamento fisico e sopratutto mentale. I colori che ho usato sono il nero e il rosa. Due tra i miei colori preferiti di sempre, sono duri e delicati al tempo stesso se mescolati insieme. Mi serviva un colore che rimandasse al corpo e alle nostre parti intime, dunque il rosa, dalle sue tonalità più chiare fino a quelle scure.

CB: Quali cambiamenti ci sono stati rispetto a Quasi Signorina?
C: Dal primo al secondo libro ovviamente è cambiato il target. Qui mi rivolgo agli adulti, ma anche ai giovanissimi che certamente conoscono e utilizzano prima queste app di incontri e sono molto più smaliziati di come può essere stata la mia generazione. Anche per questo libro però ho utilizzato la musica come elemento di compagnia, con una nuova playlist su Spotify dal titolo Tindertender.

CB: Quali altri illustratori dobbiamo tenere d’occhio?
C: Dovete tener d’occhio Francesca Misstendo Popolizio e Carol Rollo.

CB: Domanda di rito: cos’è per te una cosabella?
C: La scoperta.

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