L’effetto Grande Fratello contagia anche il mondo dell’arte.

A farne parte non sono i numerosi concorrenti urlanti a cui siamo abituati, ma un artista di tutto rispetto come Christian Boltanski.
L’artista parigino, classe 1944, alla richiesta di un suo facoltoso collezionista David Walsh, che avrebbe voluto acquistare le sue ceneri postmortem, ha pronta una controproposta. Farsi filmare 24 ore su 24 nel proprio studio per otto anni, durante i quali Walsh lo potrà spiare a distanza dalle quattro telecamere piazzate nel suo atelier. Allo scadere dell’accordo dovrà versargli un sostanzioso compenso.
In un’intervista l’artista si premura di specificare: “Se muoio tra sette anni ci guadagna lui. Se vivo fino a ottanta, ci guadagno io”
David Walsh, anche proprietario del MONA – Museum of Modern and Old Art di Hobart in Tasmania, per l’occasione ha fatto costruire un particolare museo, una grotta scavata nella roccia, dove verranno conservati e proiettati tutti i filmanti dell’opera/reality.