Bello perdersi in viaggio, ma sul cibo non si scherza.

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Se chiudo gli occhi e ripenso a Bangkok, riesco ancora per un secondo a sentire il profumo inebriante di lemongrass che mi ha punto il naso di fronte a una zuppa fumante, in un posticino affollato ma fresco, con i tavolini di legno.

L’aroma della carne tenera appena condita con il sale grosso, che si confonde con quello salmastro dell’oceano vicino, portato dal vento che ci fa raccogliere i capelli prima di sederci a tavola. Siamo in Brasile, quasi sento ancora le nostre risate.

Una notte a Lione, a cercare di imparare il complicato gergo dei bouchon, dove un tappo (bouchon, appunto) non è un tappo ma un ristorantino specializzato in cucina locale, una bambina (fillette) è una piccola caraffa di vino e il cervello di tessitore (cervelle de canut) viene servito a tavola perché altro non è che una salsa a base di fromage blanc , scalogno e erbe.

E ancora le spezie della tajine, il cui retrogusto continua a seguirti ben dopo esserti lasciato alle spalle il Marocco, l’odore di pesce fresco all’alba nel mercato di Tsukiji a Tokyo, che ti impedisce di gustarti il caffè mattutino con la solita soddisfazione e ti fa invece andare verso un banchetto di sushi appena tagliato, rinnegando anni in cui senza cappuccino e brioche la giornata non partiva. E i cicchetti dei bacari di Venezia, le tapas di Barcellona, le cheesecakes di New York. Potrei continuare, perché i viaggi ce li ricordiamo anche per questo. Sapori, profumi, gusti nuovi, odori pungenti.

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‘The first condition of understanding a foreign country is to smell it’, diceva Rudyard Kipling. E la seconda è to taste it! Potremmo benissimo aggiungere noi.

Non è solo una questione dei viaggi per foodies, qui siamo proprio alle basi, trovare il posto giusto per sedersi a tavola con una cultura culinaria diversa dalla nostra può fare la differenza, quando siamo lontano da casa. Può alterare completamente il ricordo del viaggio, pensateci. Colorarlo a tinte speziate, soffici, aromatiche, calde, gustose, golose, zuccherate, piccanti. È per questo che, se in alcuni casi è il caso di lasciarci trasportare dall’ispirazione del momento (diciamocelo, in alcuni angolini di mondo trovare un posto che ci lasci un’esperienza gastronomica terrificante è proprio una sfida), in altri proprio non è il caso. E se tra chi sta leggendo c’è qualche anima pianificatrice sa bene di cosa sto parlando.

Perciò una risorsa utile da avere sempre in tasca è Quandoo, web app per trovare e prenotare ristoranti, che mira a  scovarli in tutto il mondo. Proprio per non lasciarvi soli nel momento del bisogno, con l’acquolina in bocca e il localino perfetto davanti a voi, con tutti i suoi perfetti tavolini pieni.

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Con il passare del tempo, prenotazione dopo prenotazione, esperienza dopo esperienza, avremo sempre a portata di mano la lista dei nostri ristoranti preferiti, dove tornare e ritornare. E ritornare! Così facendo Quandoo accumulerà per noi dei punti fedeltà che potranno essere usati come sconti (il gioco più mangio più risparmio potrebbe essere fatale alla dieta di molti, lo so, ma sicuramente è ottimo per lo spirito!)

Quandoo è per ora presente in 15 Paesi e più di 145 città, per un totale di circa 6000 ristoranti. Potete cercare quello che più vi piace tramite il sito, oppure rimanere in contatto tramite Facebook e Twitter (internazionale e italiano).

Buon appetito viaggiatori!