La carta di vini italiani tende ad infinito e potrebbe tranquillamente accompagnare le bevute di una vita intera. Come in ogni gruppo che si rispetti ci sono però dei leader, dei prodotti che per i meriti più svariati sono riusciti a svettare acquistando popolarità. Sto parlando dei grandi vini, quei vini che conoscono praticamente tutti e che non lasciano (quasi) mai delusi. Stilare un top list sarebbe impresa ardua perché bisognerebbe fare una selezione che non può prescindere dalla soggettività. Sulla scia del recente successo internazionale della cinematografia italiana possiamo però cambiare il punto di vista e guardare all’offerta enologica italiana con gli occhi imparziali del Mondo. Quale che sia il nostro nuovo idioma al suono di Prosecco ci si proietterebbero d’innanzi immediatamente lo stivale in festa, la dolce vita, le risate, il profumo del mare e della buona cucina e lo stile che ci invidiano lungo i 7 mari.

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Illustrazione di ELENA XAUSA

Insieme all’Asti e al Lambrusco, infatti, questo scoppiettante nettare di origine veneto-friulana è ormai diventato sinonimo di Italia nel mondo. La versione più nota è senza dubbio quella spumante, ottenuta con metodo Martinotti cioè con rifermentazione in autoclave. La sua eleganza, il suo tocco aromatico non invasivo ed il suo fine e persistente perlage l’hanno portato in auge arrivando addirittura a scalzare lo Champagne dal trono di patron del brindisi e del party. Qual è il suo segreto? Perché ha spaccato facendo terra bruciata dei suoi fratelli? Sicuramente si è fatto le ossa con ben 200 anni di storia. Già nel 1700 si scriveva di questo vino aromatico, discendente dal Pucino, goduriosa creazione enologica decantata addirittura d Plino il Canuto, coltivato in una frazione di Trieste, Prosecco, per l’appunto. L’invenzione del metodo di spumantizzazione in autoclave, tutto italiano, coadiuvata dall’eccellenza degli enologi di Conegliano, ha dato poi la spinta finale, esaltando con le bollicine il corredo aromatico gustativo dell’uva che lo compone.

Creatività e competenza enologica quindi al servizio di un vitigno dal nome poco noto, il Glera (ringraziatemi quando vincerete ad un mega quiz televisivo mille mila euro grazie a questa domanda). Aromatica per natura e resa estroversa da qualche Malvasia pazza che si intrufola furtivamente tra i filari o dal 15% di altri vitigni come Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero, vinificato in bianco, quest’uva si trasforma in un vino dal colore giallo paglierino più o meno brillante. Il bouquet è aromatico e caratteristico, sinuoso ed elegante. Fiorisce in bocca con un’apertura fresca, che non significa che ci debba gelare le papille ma semplicemente che ha un timbro che ci solletica con sentori lievemente aciduli arrotondati dal un sapore morbido. Pensate ad una donna molto elegante, di classe, che fa della misura il suo credo. Non ha dettagli che svettano e rubano la scena. Ogni elemento è sapientemente dosato, sobrio nella sua essenzialità ma, legato agli altri dà, nell’insieme, un capolavoro che cattura e trasuda stile.
Questa superiorità aromatica è accompagnata, però, da un’accessibilità fantastica. Il Prosecco è easy, scrocchia in bocca senza riempirci con la invadenza della crosta di pane e la pastosità degli champagnes. ‘E il re degli aperitivi, è lascivo e si accoppia di buona lena con tutti gli alcolici, fiori e frutti per dare vita ai cocktail più disparati. Non vuole predominare, è umile e sa farsi da parte per dare voce anche ad altri ingredienti tenendo ben salda però la melodia di fondo. Quale che sia la portata è a suo agio, antipasti, primi, secondi di carne o pesce, dolci, sgrassa ed alleggerisce, esalta e accompagna.
Da non trascurare è poi la sua accessibilità, si posiziona mediamente, in una fascia di prezzo che accontenta tutti garantendo sempre il risultato. Come una signora charmant il Prosecco si adatta ad ogni occasione ed è sempre all’altezza, dando il suo tocco. Il Mondo l’ha capito ed è per questo che l’ha scelto, identificando in lui la nostra allure tutta italiana.

Il Prosecco è una cosabella, tutta nostra, godiamocela, c’è sempre un buon motivo. Cheers!

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