Con l’arrivo dirompente della primavera dove la natura si risveglia, il corpo sembra in realtà rimanere pigro e sonnollento. Non c’è dubbio che la stanchezza inizia a farsi sentire: ora con le giornate più lunghe, il caldo e tutta questa luce il nostro organismo si sente un “pochino” sottosopra (e a ragione). Ecco che la pratica yoga, quotidiana, ci può aiutare a veicolare le energie verso il plesso solare epigastrico dove risiede il chakra Manipura (fuoco) che primeggia proprio in questa stagione!

Manipura significa gemma pura, la città gioiello, risiede dietro l’ombelico, collocandosi cosi proprio al centro del corpo. Viene anche definito “Rudra Granthi” espressione che significa il nodo di Rudra, un nodo simbolico che lo yogin scioglie per poter passare alla tappa superiore nel cammino della consapevolezza. Infatti, se il primo e il secondo chakra sono considerati “grezzi”, quando arriviamo al terzo iniziamo ad abbandonare gli elementi solidi e “primitivi” per addentrarci alla sottigliezza dell’aria e dell’etere, attraverso il passaggio del fuoco che tutto purifica e trasforma.

Le caratteristiche di Manipura

Questo chakra controlla le funzioni dello stomaco e degli intestini, il suo punto focale è il pancreas, collegato al ciclo mestruale, influenza la vista di conseguenza la forma e il colore. Il suo plesso in relazione è il solare epigastrico punto focale d’innervazione dell’apparato digerente. Il suo soffio vitale è Samana, l’energia deputata a digerire le funzioni della digestione e dell’assimilazione del cibo. Il colore di Manipura è il rosso, simbolo della vitalità, della potenza, dell’ardore, il colore più viscerale proprio perché colore del sangue e con esso la battaglia, la guerra, il coraggio e la competizione. Quando si lavora sulla stimolazione e attivazione di questo elemento ci troveremo immersi in una  pratica sicuramente “forte”, che ci donerà calore, riscaldamento globale al fisico, aumenteremo lievemente il ritmo cardiaco, potremo sudare, affaticarci, ma allo stesso tempo ci sentiremo fortificati, rinvigoriti e carichi.

Il fuoco è associato alla trasformazione, al cambiamento, all’evoluzione, ecco spiegata la sua grande importanza e una pratica costante soprattutto nel periodo primaverile ci permetterà di portare energia a tutta la zona digestiva in particolar modo al fegato, l’organo solare e di trasformazione per eccellenza del nostro organismo che con l’arrivo della primavera necessità di essere alleggerito, depurato e rinvigorito.

Per questo approfondiremo Bhastrika Pranayama (Prana= soffio vitale/respiro, Ayama= controllo, lunghezza, espansione) e di Lakini Asana. Il primo è un “esercizio” di controllo del respiro che ci permette di apportare molti benefici al nostro sistema digerente, il secondo è un asana che ci aiuterà ad “accendere” in modo graduale la nostra forza centrale sviluppando stabilità, allungamento e prospettive differenti.

Manipura, la pratica: Bhastrika Pranayama

Bhastrika è il mantice che attiva il fuoco/agni. Questa particolare respirazione si trova anche nelle tecniche di purificazione (Kriya) rafforza gli organi interni e aumenta, in generale la resistenza organica.
Da evitare: per le donne, quando si è in periodo mestruale (se il flusso è abbondante) mentre nel periodo delle menopausa può aumentare il calore.

Bhastrika Pranayama – Come si esegue

Seduti in posizione comoda (se abbiamo tensioni alla schiena, possiamo portarci appoggiati ad un muro). Portate poi l’attenzione alla pancia, il respiro deve essere eseguito proprio a livello addominale, inspirate gonfiate bene la pancia, espirate la fate rientrare (come se voleste risucchiare l’ombelico all’interno del corpo) con vigore, quindi l’espirazione sarà attiva. Il respiro si fa veloce e rumoroso, il soffio all’espiro sembra quasi proprio come quello del mantice che soffia sulle braci per ravvivare il fuoco.

All’inizio fatelo per una decina di respiri, poi man mano che vi impratichite potete continuarlo finché non vi dà noia. Se vi sentite la testa girare, o senso di nausea, smettete questa respirazione e portatevi il dito medio alla base del naso, proprio a livello gengivale e premete con forza, respirando lentamente.

Manipura, la pratica: Lakini

Lakini è la dea della virtù e ci fa scoprire il fuoco interno, la forza, la stabilità nell’incertezza, l’allungamento senza sforzo, la presenza senza peso. Data “l’alta consumazione” di yoga da parte di noi donne, ho scelto di farvi conoscere questa divinità tantrica, definita come colei “che dà e prende”, la benefattrice, la virtuosa, la silente ma anche l’incostante e la protettrice delle donne perdute. Un fuoco “gentile”, nel senso che ha ancora molti influssi dell’acqua (lavoriamo molto sull’allungamento dello psoas, detto muscolo dell’anima) quindi non sarà un fuoco intenso ma moderato. La natura di questo asana è dunque prettamente femminile ed è molto adatto per il periodo primaverile durante le ore della mattina.
Lakini è consigliato per chi è troppo rigido nel corpo e nella mente, mancando di flessibilità. Se praticato regolarmente e mantenuto come asana (almeno tre minuti) permette di aumentare l’equilibrio, tonificare il bacino e il busto, espandere la cassa toracica e aumentare cosi la capacità respiratoria.

Lakini – Come si esegue

Manipura

Per eseguire questa forma ci porteremo sul nostro tappetino in ginocchio, con i glutei ai talloni, le mani a terra ai lati delle ginocchia. All’inspiro solleveremo il bacino e all’espiro distenderemo all’indietro la gamba sinistra (che deve rimanere in appoggio a terra), nello stesso momento ruotiamo col busto verso sinistra. La mano destra appoggia sopra il ginocchio destro, la mano sinistra sulla gamba sinistra. Il peso del corpo è distribuito in maniera uniforme sulle ginocchia, mentre il bacino è leggermente sospeso. Lo sguardo va verso la spalla sinistra, proviamo a mantenere gli occhi chiusi e osserviamo se ci sentiamo stabili, come avvertiamo il nostro peso, se è ben distribuito, come ci percepiamo in questa posizione che ci porta in una delicata torsione e allungamento.

Manteniamo la forma all’inizio per circa una decina di respiri, poi man mano che ci “impratichiremo” potremo provare ad aumentare il mantenimento.

Ripetere con gli stessi tempi dal lato apposto.