Premessa. Questo è un romanzo che va gustato lentamente (vista anche la mole di ben 496 pagine): al riparo dell’ombrellone o sotto la frescura di una quercia o in pace in giardino cullati dall’aria senza nessun dovere o impegno. Dunque, per capirci, in modalità vacanziera. Vi dovrete dare appuntamento con questa vicenda che vi accompagnerà tra le ville lussuose e glamour di Capri e in mezzo agli scontri della prima guerra mondiale, tra un cocktail e una fucilata, Malaparte Morte come me di Monaldi e Sorti, renderà la vostra estate ricca di colpi di scena, inseguimenti, omicidi, suicidi, complotti.

In corsa per il Premio Strega, Malaparte Morte come me narra gli intrighi e le varie peripezie, che vedono come protagonista lo scrittore, giornalista Curzio Malaparte, alle prese con l’accusa di omicidio. Tutto vero e tutto inventato in questa vicenda su cui si addensano i presagi dell’imminente guerra mondiale: tra i protagonisti incontriamo Mussolini, Lenin, Matteotti, e poi il medico e scrittore svedese Axel Munthe, il drammaturgo Noël Peirce Coward, Edda Ciano e Richard Reynolds, segretario della Fabian Society, padre della giovane poetessa Pamela, precipitata da una scogliera il 27 maggio del 1935 dopo aver avuto un incontro con il fascinoso Curzio, gran seduttore.

“Malaparte, ma perché Mussolini ce l’ha tanto con lei? chiede nel romanzo allo scrittore una sciccosissima miliardaria americana vestita di seta e ricoperta di gioielli. Il romanziere toscano, nato a Prato, nonostante il nome Curzio Malaparte sia lo pseudonimo di Kurt Erich Suckert, spiega alla signora curiosa che nel 1924, dopo l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, la dittatura sembrava aver cominciato il declino. In quella circostanza aveva chiesto le dimissioni del capo del Governo: convocato dal Duce a Palazzo Venezia, lo aveva salutato esclamando “Ai suoi ordini e ai suoi disordini, Eccellenza”. Mussolini non gli perdonò questa battuta ironica”.

Redimersi attraverso le parole, per uno scrittore, quale sogno migliore per poter concludere degnamente la vita? Un ultimo avvincente romanzo, con cui poter salvare la propria anima, far capire a se stessi che tutto è ancora possibile, che c’è ancora una via di salvezza. Ma è davvero possibile?

“Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto in vano. Se potrò alleviare il dolore di una vita
O lenire una pena
O aiutare un pettirosso caduto
A rientrare nel suo nido
Non avrò vissuto invano”

In Malaparte Morte come me il lettore seguirà il protagonista in una specie di corsa contro il tempo (o con la Morte) per riscattare la propria libertà, il proprio onore e la propria vita – o quello che ne rimane – per una accusa che non ha radici vere. Malaparte prende per mano il lettore e lo invita a scoprire i segreti e le debolezze degli uomini e delle donne che la Storia segnerà in maniera spietata, entra nelle loro case, nella loro quotidianità e ci restituisce il ritratto freddo ed impeccabile di un’epoca che inconsapevole correva incontro al baratro di una guerra sanguinosa – come con il tenero ritratto di Mafalda di Savoia, ignara del futuro che le era riservata, ignara della guerra che stava per arrivare e che l’avrebbe portata a morire, sola e dimenticata da tutti, nel campo di concentramento di Buchenwald – su tutto, Capri. Padroneggia placida, sonnacchiosa e serafica, con la sua natura lussureggiante, con le sue ville, con gli scogli e la luna piena, rimane la testimone muta e discreta delle miserie umane.

E’ notevole la mole di notizie storiche (dimenticate, le mie), curiosità e personaggi che sono realmente esistiti di cui, per alcuni, ignoravo (ahimè) l’esistenza. Un libro che arricchisce, sicuramente impegnativo, complesso e strutturato in una architettura della parola sapientemente utilizzata, che crea spazi di narrazioni in cui potersi perdere, insieme al protagonista, per poi ritrovarsi vicini alla soluzione ogni pagina in più.

Malaparte Morte come me è il settimo appuntamento per lo Stregabello 2017. Qui tutti gli articoli #stregabello